Attualità
Vittoria festeggia gli 83 anni di don Beniamino Sacco
Lo hanno chiamato il “prete coraggio” perché è stato sempre al fianco degli ultimi
Una comunità riconoscente si è stretta ieri sera attorno a don Beniamino Sacco in occasione del suo 83° compleanno. Il sacerdote già conduttore della parrocchia dello Spirito Santo di Vittoria, da decenni punto di riferimento per migranti, famiglie in difficoltà e persone emarginate, ha ricevuto in queste ore numerosi messaggi di affetto e gratitudine da parte di fedeli, volontari e cittadini che nel corso degli anni hanno condiviso con lui percorsi di solidarietà e impegno sociale.
Tra i tanti auguri ricevuti, particolarmente significativo quello di una parrocchiana che ha voluto ringraziarlo per la serata trascorsa insieme in occasione del compleanno. «Grazie per la bellissima serata di oggi, per la mustata, i Suoi spaghetti buonissimi e soprattutto per il Suo affetto di sempre. È stato bello festeggiarla nel giorno del Suo compleanno. Le voglio un gran bene. Dio la benedica sempre», si legge nel messaggio.
Don Beniamino Sacco è considerato da molti il simbolo dell'accoglienza a Vittoria. Ben prima che il tema diventasse centrale nel dibattito pubblico, la sua parrocchia dello Spirito Santo aveva già aperto le porte a chi arrivava da lontano in cerca di una vita migliore. Negli anni, il sacerdote ha dato vita a una rete di sostegno che ha coinvolto decine di volontari, associazioni e cittadini di buona volontà, impegnati nell'assistenza ai migranti, alle famiglie vulnerabili e a tutte quelle persone che vivono condizioni di fragilità sociale.
La sua battaglia è stata soprattutto contro ogni forma di sfruttamento e di emarginazione. Sempre in prima linea nella difesa dei diritti dei lavoratori stranieri, dei diseredati e degli ultimi, don Beniamino ha fatto dell'inclusione una missione quotidiana, trasformando la parrocchia in un luogo di incontro, ascolto e solidarietà concreta.
A 83 anni continua a rappresentare una voce autorevole e coraggiosa nel territorio ipparino, un sacerdote che non ha mai esitato a schierarsi dalla parte di chi non aveva voce. Per questo il suo compleanno non è stato soltanto una ricorrenza personale, ma l'occasione per rendere omaggio a una figura che ha segnato profondamente la storia sociale e umana di Vittoria e dell'intera provincia di Ragusa.