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Caltanissetta

Caltanissetta, un altro proiettile intimidatorio: stavolta al capo della Mobile

Di Alfredo Zermo

PALERMO - Una busta contenente un proiettile e minacce personali è stata inviata per posta al capo della squadra mobile di Caltanissetta, Marzia Giustolisi. E’ il secondo messaggio intimidatorio che arriva nella città Nissena che si occupa di indagini delicate come il "caso Montante" e le stragi Falcone e Borsellino: 10 giorni fa una busta con un proiettile e minacce è stata inviata al procuratore Amedeo Bertone. Alcuni giorni prima la stessa minaccia per il presidente regionale dell’Antimafia, Claudio Fava.

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La busta è stata consegnata nella segreteria della Questura di Caltanissetta: oltre al proiettile c'era una missiva con gravi minacce personali alla dirigente della squadra mobile, Marzia Giustolisi, con l'intimazione finale «ora fermati», nel senso di non indagare più. La Procura di Caltanissetta ha aperto un fascicolo sull'atto intimidatorio, di cui è titolare il capo dell’ufficio Amedeo Bertone. «E' ancora presto - ha commentato il procuratore capo - per stabilire se ci sia una mano unica dietro a questi tre episodi. Certamente ci lasceremo intimidire: noi porteremo avanti le nostre inchieste». Intanto il livello di sicurezza nei confronti della funzionaria della polizia di Stato è salito. «L'attenzione è al massimo livello», commentano dalla Questura di Caltanissetta. 

«Esprimo la più convinta solidarietà a Marzia Giustolisi, capo della squadra mobile di Caltanissetta. E’ gravissima la minaccia indirizzata chi è operativamente impegnata con grande sacrificio, dedizione e coraggio nelle note e delicate inchieste contro i pericolosi sistemi criminali, affaristici e mafiosi». Lo afferma l’ex presidente dell’Irsap Alfonso Cicero sulla busta con proiettile e minacce alla dirigente della polizia di Stato. «Un clima - aggiunge - che oggi diventa ancora più allarmante dopo le recenti e gravissime intimidazioni rivolte al procuratore di Caltanissetta, Amedeo Bertone, ed al presidente della commissione antimafia dell’Ars, Claudio Fava». 

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