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Gela, il potere eversivo della scrittura che molesta

La scrittrice Silvana Grasso presenta il suo ultimo romanzo “La domenica vestivi di rosso”

«"Maschio, maschio, maschio". Ma la zia aveva  sbagliato... ero nata io, una femmina»

La scrittura che nasce dal caos e deve lasciare il suo graffio. La letteratura che è la bonifica dalla lebbra della vita. Silvana Grasso ritorna in città insieme a “La domenica vestivi di rosso”, il suo nuovo romanzo edito da Marsilio, dopo tante presentazioni di successo: da Milano a Torino fino a Palermo e non solo.
Reduce dalla prestigiosa assegnazione del premio Telamone alla cultura ritirato ad Agrigento, la scrittrice nata a Macchia di Giarre ha ritrovato la città in cui ha vissuto trent’anni, ospite al plesso “Mattei” del comprensivo Gela-Butera. Tanta gente ha gremito l’ampia platea nell’evento promosso dalla scuola e dalla Libreria Mondadori. Presentatrice dell’incontro letterario Agata Gueli, dirigente scolastico dell’istituto, che ha illustrato i tratti salienti del romanzo partendo dalla figura della protagonista: la bellissima e inafferrabile Nerina, nata con sei dita per piede. Un marchio, quello della diversità, che la scrittrice sublima nelle sue pagine. «Ho avuto il merito di essere una “diversa” – ha dichiarato ai tantissimi presenti – e per questo vi dico di incoraggiare la diversità dei vostri figli, dei vostri nipoti. Quella diversità può fecondare. In me è diventata l’inchiostro di una scrittura farraginosa e poetica».

Aneddoti, riflessioni, momenti teatrali tra parodia e ilarità, ma anche il ricordo dell’infanzia e il pensiero sui genitori. Un incontro in cui poco si è parlato del libro in sé ma che ha visto passare in rassegna tanto di quell’universo fecondo che alimenta la scrittura della Grasso, tradotta ormai da anni anche all’estero: «Questo accade perché la scrittura deve avere un potere eversivo, deve cambiare le cose, molestare. Ed è solo dall’arte che bisogna lasciarsi molestare. Mio padre durante la guerra fu prigioniero in Russia, si nutriva di funghi gelati. Adesso arrivo in Russia come scrittrice e questo mi emoziona. Oggi provo l’orgoglio di esportare nel mondo la migliore Sicilia, quella dell’estro». La preside Gueli sottolinea il coraggio che Silvana Grasso ha avuto nell’essere sempre se stessa: «sei un esempio per le donne». E ironia e letteratura fanno spazio ad una riflessione sul rapporto avuto con la città durante i suoi primi anni di docenza al Liceo Classico: «Il mio modo di guardare la realtà, il mondo e la storia non era sopportato. Sono riuscita a farla franca perché i miei studenti erano dalla mia parte. Nulla potevano al loro cospetto la calunnia e la maldicenza».

“La domenica vestivi di rosso” racconta la passione della protagonista (e dell’autrice) per la letteratura e l’inquietudine della scrittura. «Noi siciliani ci facciamo attraversare dal sentimento pur sapendo che ci uccide. Eppure, grazie a lui, celebriamo ogni volta la liturgia della resurrezione». 

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