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Caltanissetta

Illegalità nella gara per i cumuli: chiuse le indagini per due persone

Di Redazione

Gela (Caltanissetta) - L’affidamento urgente del servizio di rimozione dei cumuli di spazzatura disposto nella primavera dello scorso anno dal dirigente del settore ambiente del Comune e da un dipendente - responsabile unico del procedimento - al centro di un’inchiesta della locale Procura che, dopo avere passato ai raggi X quella procedura e ritenendola viziata, ha già notificato un avviso di chiusura indagine ai due comunali per le ipotesi di reato di turbata libertà degli incanti e abuso d’ufficio in concorso morale e materiale.

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A vedersi recapitare l’avviso di chiusura indagini sono stati la dott. Patrizia Zanone, dirigente del settore ambiente e decoro urbano all’epoca dei fatti e Rocco Incardona, nelle vesti di Rup.

La vicenda giudiziaria dei due si intreccia con l’affidamento urgente del servizio relativo alla rimozione dei cumuli di spazzatura che avevano invaso gli angoli di diversi quartieri cittadini a seguito dell’ennesima emergenza rifiuti che si era venuta a creare, determinando non pochi disagi anche sotto il profilo igienico-sanitario. Per risolvere l’emergenza, sostenendo che si trattava di un imprevisto, secondo la locale Procura i due adottarono in modo strumentale la procedura d’urgenza - così come previsto con un’ordinanza emessa il 16 aprile 2018 dal l’allora sindaco Domenico Messinese - emessa attraverso l’affidamento diretto del servizio di rimozione dei cumuli ad una ditta esterna rispetto a quella che gestiva il servizio di raccolta in città.

Un provvedimento - sottolinea la Procura - emesso in violazione non solo di quanto sancito dalla normativa sugli appalti che prevede l’adozione di una procedura ad evidenza pubblica, ma dei principi di buon andamento dell’azione amministrativa e della tutela dell’integrità erariale. Furono due le ditte che presentarono l’offerta per effettuare l’intervento richiesto, ossia la “Roma Costruzioni” e la “Licata Clean Service” alla quale fu poi affidato il lavoro in modo “anomalo”.

I due indagati, infatti - sostiene la Procura - al titolare della “Roma Costruzioni” avrebbero rappresentato una scopertura finanziaria da parte del Comune per l’affidamento dei lavori, paventando delle difficoltà nell’ottenere le somme dovute a fine lavoro. Un “suggerimento” teso - secondo la Procura - a condizionare l’offerta ed a turbare la gara in favore della “Licata Clean Service”che, peraltro, al momento della presentazione dell’offerta non aveva i requisiti per eseguire quel tipo di intervento. Sulla rimozione di quei cumuli e sull’affidamento del lavoro i magistrati della locale Procura hanno voluto vederci chiaro e nel registro degli indagati sono finiti l’allora dirigente del settore ambiente ed il Rup ai quali, nei giorni scorsi, è stato notificato l’avviso di chiusura indagini. 

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