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Sette migranti positivi al Cara di Caltanissetta e il sindaco si rivolge alla Procura

Caltanissetta

Al Cara di Caltanissetta mancano all'appello 45 migranti fuggiti domenica pomeriggio

Di Redazione

CALTANISSETTA - Dopo la fuga dei migranti dal Cara di Caltanissetta questa mattina è stato convocato dal Prefetto di Caltanissetta il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Una riunione alla quale ha preso parte anche il sindaco di Caltanissetta Roberto Gambino.

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Durante la riunione sono emerse criticità ed esigenze di sicurezza legate al Cara di Pian del Lago dopo la fuga di alcuni tunisini che erano in quarantena domiciliare.

I numeri della fuga. sono stati 184 migranti si sono allontanati dal centro di Pian del Lago e le ricerche, ancora in corso, hanno permesso di rintracciare 139 fuggitivi. Continuano, pertanto, le ricerche dei 45 stranieri mancanti.

Il Prefetto ha ribadito che non sussistono pericoli legati al Covid in quanto i suddetti cittadini stranieri, già sottoposti al test sierologico con esito negativo al momento dello sbarco, sono stati sottoposti subito dopo l’ingresso nel Centro Governativo di Prima Accoglienza di questo Capoluogo al tampone rinofaringeo dalla locale Azienda Sanitaria Provinciale, anch’esso con esito negativo per tutti gli ospiti. 

I controlli sono stati intensificati affinché il periodo di quarantena venga rispettato dai soggetti ospitati presso il Cara di Caltanissetta.

La richiesta del sindaco Roberto Gambino (M5S). "Ho appena scritto una lettera alla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese chiedendo di non inviare a Caltanissetta più nessuno e soprattutto di svuotare il centro d’accoglienza di Pian del Lago. Il centro è palesemente inidoneo a ospitare i cosiddetti 'quarantenati' che arrivano dall’estero - spiega - per cui per la sicurezza della città lo chiedo al Viminale". "Le conseguenze sul territorio le subiamo noi sindaci, come accade al primo cittadino di Lampedusa o a quella di Porto Empedocle - dice ancora Gambino - quindi è giusto intervenire al più presto". 

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