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Gela, mozione di Fratelli d'Italiaper avviare la solidarietà digitale

Caltanissetta

Gela, mozione di Fratelli d'Italia per avviare la solidarietà digitale

Di Redazione

GELA (CALTANISSETTA) - In tempi di pandemia con l’istruzione garantita attraverso il ricorso alla didattica a distanza da Gela viene lanciata un’iniziativa che si può definire di “solidarietà digitale”.
Aiuti a chi ha più bisogno in situazioni di difficoltà: non raccolte di viveri da consegnare ai meno abbienti ma di computer. Non il banco alimentare, dunque, ma il banco digitale. Non c’è da meravigliarsi della particolare tipologia di prodotto su cui organizzare la raccolta. Perché questo è un momento in cui le famiglie , anche di certo medio, possono trovarsi in difficoltà nel garantire ai figli la possibilità di studiare. Chi ha più figli iscritti in scuole di ordini e gradi diversi deve avere a casa un computer per ciascuno di loro.

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Non c’è altro modo per poter “frequentare la scuola”. Ciascuno con il suo computer e nella sua aula virtuale. E se poi anche uno o entrambi i genitori lavorano in smart working c’è poco da fare: servono altri pc. Non tutti possono permettersi le spese per più di uno o due computer. E non sempre le scuole sono on condizioni di fornire pc in comodato d’uso a tutti gli alunni in difficoltà.

Nasce da queste considerazioni, l’iniziativa “Banco digitale” lanciata dall’esponente di Fratelli d’Italia Francesco Giocolano che è diventata una mozione depositata alla Presidenza del Consiglio comunale con la firma della consigliera di FdI Sandra Bennici.
Ma Giocolano ed i suoi amici diFdI sono andati oltre l’attesa dell’esito della mozione consiliare. Si sono messi all’opera lanciando la loro idea sui social ed avviando una serie di incontri con imprenditori locali, responsabili di di ditte e società. Sono convinti insomma che nel Terzo millennio e nell’era della pandemia serva la solidarietà digitale.

«Stiamo avviando - dice l’avv. Giocolano - un monitoraggio delle aziende e di quei gruppi che sono nelle condizioni di donare dei computer che devono dismettere per vari motivi, ma abbiamo avviato contatti anche con chi è in gradi di ripararli, chi può rigenerarli, chi può dare una mano per l’eventuale trasporto e consegna al domicilio dell’assegnatario del computer. La nostra attività è alle battute iniziali per mettere in piedi un’organizzazione non semplice». Ieri il gruppo di FdI ha avuto ad esempio un confronto con l’imprenditore Maurizio Melfa a cui è stata esposta l’iniziativa e che si è detto disponibile a collaborare. Tramite i social l’imprenditore Francesco Barone ha dato la disponibilità a collaborare per la rigenerazione degli apparecchi.
Un movimento, dunque, che cresce di giorno in giorno nell’attesa di avere l’esito della discussione della mozione consiliare per capire se e come il Comune intende collaborare.

«È un progetto in cui crediamo - conclude Giocolano - e che è nato dall’esperienza che molte persone hanno vissuto a partire dal primo lockdown. Quando finirà la pandemia, didattica a distanza ed uso più massiccio di strumenti digitali saranno ancora presenti. E allora aiutiamo le famiglie, facciamo in modo che non vi siano discriminazioni o alunni esclusi».

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