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Acqua: somme da rimborsare, migliaia di richieste

Di Luigi Scivoli |

Caltanissetta – Sarà presto aperto anche al Comune uno sportello per la compilazione e la raccolta delle diffide a Caltaqua a rimborsare le somme in più pagate dagli utenti del servizio idrico con la quota fissa. Il nuovo sportello dovrebbe essere operante già la prossima settimana e si aggiunge agli altri centri di raccolta funzionanti soprattutto nei comitati di quartiere e nella sede del Movimento Consumatori della via Kennedy. L’annuncio è stato dato dal responsabile del Movimento Consumatori avv. Gioacchino Comparato il quale ha tenuto a precisare che appositi sportelli sono stati aperti nelle sedi municipali di San Cataldo e Serradifalco e altri ancora saranno aperti nei restanti Comuni della provincia.

L’adesione dei cittadini-utenti del servizio idrico all’iniziativa – dice l’avv. Comparato – è più grande di quanto si pensasse: «A Mussomeli – ha detto – la raccolta delle diffide è stata velocissima tant’è che è stata già completata e le diffide raccolte sono state 4.500». Comparato ha annunciato che la raccolta delle diffide sarà avviata anche a Gela «dove i cittadini chiedono non solo il rimborso della differenza delle somme pagate in più per la quota fissa, ma anche per la distribuzione dell’acqua non potabile. C’è una mobilitazione generale degli utenti che chiedono i loro diritti e sono vessati senza che nessuno sia sinora intervenuto».

Con la diffida i cittadini chiedono a Caltaqua il rimborso delle somme in più che avrebbe riscosso indebitamente per la quota fissa negli ultimi dieci anni. I promotori sostengono che la quota fissa va pagata proporzionalmente alle ore di effettiva distribuzione come previsto dall’articolo 47 del regolamento idrico integrato e dall’articolo 4 della Carta dei servizi. Va pagata intera se la distribuzione idrica è continua ed è effettuata 24 ore su 24. La distribuzione è stata effettuata e continua ad essere effettuata per un tempo minore per cui la quota fissa va ridotta e deve essere rapportata ai giorni di effettiva distribuzione. Con la diffida si chiede il rimborso della differenza della quota fissa per i 10 anni pregressi e l’adeguamento per il futuro.

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