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Catania

Circonvallazione "incubo" dei catanesi: tempi lunghi per alternative anticaos

Di Cesare La Marca
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Il problema, allo stato attuale, sta nella doppia incognita che continua a rappresentare l’alternativa più immediata per la viabilità, la bretella di via Giuffrida Castorina per un “by pass” parallelo alla circonvallazione dall’ex Vulcania al sottopasso di via Giuffrida. Si è reso necessario infatti un secondo appalto, il cui iter è già stato avviato ma i cui tempi anche se brevi non sono con esattezza prevedibili, per realizzare un muro di contenimento di una quarantina di metri a protezione di un terrapieno, per i marciapiedi e l’impianto di illuminazione.

Ci sono anche stati costi maggiori del previsto per lo smaltimento in discarica dei materiali - ha spiegato l’assessore Giorgianni - e dunque la previsione tra tempi di gara e due mesi di lavori è di concludere l’opera all’inizio del 2018. La seconda incognita oltre a quella dei tempi è quella originaria, cioé gli effettivi benefici che potrà avere la bretella, stimati dai tecnici del Comune in circa il 25%, e anche sul fronte di via Giuffrida - altro snodo peraltro critico - potrebbe non essere così semplice e rapido mettere a regime la nuova viabilità, anche per lo sbocco allo stato angusto del nuovo asse. I lavori sotto il muro del parco Gioeni proseguono, e non si tratta solo di un abbellimento, ma anche della necessaria messa in sicurezza di un’opera incompiuta, con un impianto di captazione delle acque piovane. Restando alla questione viabilità, se la bretella di via Castorina potrebbe non bastare, dopo l’ultimo “mercoledì nero”, che purtroppo non sarà l’ultimo, servirebbe un’accelerazione su alcuni progetti rimasti nel cassetto. «Più volte ho rilevato la necessità di riprendere il progetto della circonvallazione nord in diversi tratti già realizzata - spiega l’ingegnere Condorelli, esperto del sindaco per la viabilità - servono gli espropri e i collegamenti per un asse dal viale Lainò alla via Benedetto Croce».

Un collegamento est ovest a nord, da Cannizzaro a Nesima, che darebbe “ossigeno” all’intasatissima circonvallazione. In stand by l’ipotesi via Colle del Pino, per un problema di pendenza, l’altra alternativa su cui il Comune sta ragionando con l’Anas è quella di utilizzare la rampa di sicurezza in disuso del viale Mediterraneo, a 700 metri dall’uscita Catania est, visibile dall’alto dall’ultimo tratto di via de La Salle. La rampa fungerebbe da collegamento con la via de La Salle e il viale della Costituzione, ed è già affiancata in discesa da una bretella anch’essa in disuso per il collegamento tra Canalicchio e viale Mediterraneo. Da una vasta area di Canalicchio sarebbe possibile un più comodo accesso in città e un collegamento con lo svincolo di via Giuffrida senza convergere su strade già intasate né gravare sulla solita circonvallazione.

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