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Catania

Una fiaccolata per Danilo, investito e ucciso sulla Circonvallazione di Catania

Di Pierangela Cannone

CATANIA - Di quanto rumore sia capace il silenzio lo hanno testimoniato ieri gli amici, i parenti e i colleghi del giovane Danilo Di Majo, lo studente di Medicina investito lo scorso 24 luglio da un’auto che non ha rispettato il semaforo pedonale sulla Circonvallazione all’altezza della Cittadella universitaria. Dalla tragedia alla perpetuazione del ricordo: ieri - in concomitanza con l’inizio delle lezioni del nuovo anno accademico di Medicina e Chirurgia - l’intitolazione dell’aula studio “Cittadella” dell’Ersu a Danilo, un «brillante studente di Medicina barbaramente ucciso da un pirata della strada mentre tornava a casa dopo aver studiato in quest’aula», come si legge nella targa.

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Poi la fiaccolata: una "torcia umana" si è mossa in processione fino al luogo dell’incidente animata, appunto, solo dal rumore del silenzio. Per lasciare posto al dolore e alla preghiera, per ricordare il suono della voce di Danilo a quanti l’hanno amato e cullato, ma anche per rievocare la modalità della sua prematura scomparsa: il ragazzo è stato abbandonato al suo destino dal pirata della strada che, a tutt'oggi, non risulta ancora identificato. Di certo al momento è sfuggito alla legge, ma non ai sensi di colpa. Ammesso che abbia un’anima.

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Domani sull’edizione cartacea del quotidiano La Sicilia le testimonianze degli amici di Danilo, della mamma Fina e l’appello dei legali della famiglia Di Majo a «depositare in Procura qualsiasi dettaglio utile all’indagine».

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