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Catania

Assalti in serie ai bancomat del Catanese: prelevare è diventata un'impresa

Di CARMELO DI MAURO

Bancomat in via di estinzione. I colpi messi a segno dall’inizio di quest’anno sono innumerevoli. In calo le rapine (più pericolose e meno “remunerative”, in aumento gli assalti agli sportelli elettronici. I criminali li preferiscono: vanno a colpo sicuro. Basta una bomba carta (come nel caso delle Poste di Ficarazzi) o un escavatore (Poste di Camporotondo, Valverde, San Giovanni Galermo) e il dispensatore di denaro è in mano loro. Se lo portano via e poi con tutta calma si spartiscono il bottino.

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I colpi messi a segno non danneggiano soltanto gli istituti di credito o i locali che li ospitano, «ma centinaia e centinaia di clienti costretti a spostarsi da un quartiere all’altro, da un paese all’altro per trovarne uno… integro e funzionante», commenta Carmelo Messina, impiegato in una multinazionale con sede a San Gregorio.

A farne le spese soprattutto gli anziani: «Quando l’ufficio postale è chiuso, è impossibile adesso fare prelievi. E poi, cosa dobbiamo fare, metterci in coda la mattina in Posta per ritirare 50 euro, assieme a chi deve fare altre operazioni?» considera una sconsolata anziana di Valverde.

Per i residenti di Ficarazzi è ancora peggio: da sabato, da quando cioè una bomba carta ha distrutto il Postamat, proprio di fronte al Credito siciliano, peraltro senza sportello bancomat, asportato dai delinquenti il 17 maggio scorso con un escavatore e non più ripristinato, sono costretti a percorrere parecchi chilometri per accedere a uno sportello bancario o a una postazione postamat più vicina (a Cannizzaro o a San Gregorio, i centri più vicini).

Ma neppure San Gregorio è in… salute. La Banca Popolare Italiana ubicata nella centrale piazza Regina Margherita, è senza sportello automatico da quando nel luglio scorso è stato trafugato. Il Banco di Sicilia ha chiuso i battenti. Rimane il “Monte Paschi di Siena” sulla circonvallazione…

Lucia Tuccitto, avvocato residente a Valverde, impegnata in attività sociali: «Questi eventi così macroscopici che rappresentano un'evoluzione del furto in appartamento, nascono dalla crescente assenza della mano dello Stato nei Comuni. Purtroppo le forze dell'ordine, sempre più decimate per i continui tagli, non riescono a controllare tutto il territorio. Gli eventi creano grande tensione tra i cittadini che sentono minacciata la propria sicurezza».

Insomma, si invoca da più parti una maggiore presenza delle forze dell’ordine, o addirittura dell’esercito.

Salvo Danubio, residente a Ficarazzi e assessore del comune castellese: «I cittadini sono terrorizzati – dice -, hanno paura. Per la prima volta c'è stato un Consiglio comunale proprio nella frazione di Ficarazzi per affrontare la problematica che non riguarda solo noi; e non credo che le forze dell'ordine non stiano svolgendo il proprio lavoro accuratamente. Forse occorre un coordinamento interforze».

«Gli sportelli bancomat sono da tempo il punto debole nel cuore del sistema delle banche. Queste, oggi, difficilmente tengono contanti nelle loro sedi, ma gli sportelli ne sono colmi e attirano così i rapinatori», commenta Eleonora D’Anna, un’impiegata di Aci San Filippo.

Ebbene, per far fronte a questo problema, il governo e le banche hanno tentato con varie misure di aumentare la sicurezza degli sportelli. Per esempio, oggi i tecnici sono autorizzati ad avere un'arma durante la riparazione degli sportelli e le banche stanno gradualmente incrementando un sistema di bombe d'inchiostro che esplodono sulle banconote in caso di scassinamento. Con queste misure di sicurezza, è molto raro che un colpo a un bancomat riesca. E allora... ecco in scena l’escavatore.

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