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Catania

Paternò: avvelenati tre cani, stavolta non erano randagi

Di Mary Sottile

PATERNO' - Bocconi avvelenati. Stavolta a Paternò. Ed anche in città non è la prima volta che una mano assassina uccide dei poveri animali indifesi. Cani avvelenati, torturati, impiccati per semplice gioco, addirittura scuoiati, come accaduto qualche mese fa. Si discute su come trovare una soluzione a questa mattanza per qualche giorno. Poi, la notizia - e con essa il problema - finiscono nel dimenticatoio. Ad occuparsi dei randagi restano i volontari tra mille difficoltà. Si torna a parlare di avvelenamenti in città perché tre cani hanno perso la vita. Questa volta non si tratta di randagi, ma di cani di proprietà. Tre cani di razza: un simil volpino, un maremmano e un Husky; uccisi con ogni probabilità da bocconi avvelenati che non gli hanno lasciato scampo.

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La zona dove i tre cani hanno trovato la morte è la stessa, contrada Tre Fontane, anche se i decessi sono avvenuti in periodi diversi. Il primo poco più di 10 giorni fa (il simil volpino), l’ultimo, martedì scorso in serata, l’Husky. «Questa è una zona periferica - ci racconta la proprietaria dell’Husky, sconvolta per l’accaduto - come spesso accade i cani che vivono nelle famiglie di questa zona vengono lasciati liberi, per pochi istanti, sulla strada. Così è accaduto anche per il mio cane. Non sono riuscita a salvarlo. E’ morto in meno di mezz’ora. Era uscito da pochi minuti quando sono andata a cercarlo, l’ho trovato sulla strada ed ho visto che stava male. Ho chiamato il veterinario. Abbiamo capito che con ogni probabilità aveva mangiato un boccone avvelenato. Non c’è stato nulla da fare, mi è morto tra le braccia».

Intanto, il consigliere comunale Anthony Distefano, ha inviato una nota al sindaco Naso chiedendo la convocazione urgente di un tavolo tecnico sul tema randagismo.

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