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"Parentopoli" e perimetrazione, l'Etna senza nuove guide

Ricorsi al Tar e un'inchiesta della Procura di Catania sul concorso per le figure vulcanologiche, e non c'è pace neanche per la selezione degli accompagnatori per i percorsi di media montagna: la Regione ore studia un altro piano organico

"Parentopoli" e perimetrazione, l'Etna senza nuove guide

In un modo o nell'altro, sull’Etna ci si arriva. C’è un vulcano tutto da esplorare per le decine di migliaia di visitatori di una stagione già apertissima su entrambi i versanti della montagna. Chi giunge ai piedi del Gigante il più delle volte si affida a una guida. Figure di vario tipo per loro rassicuranti, esperti cultori del territorio, molto spesso giovani troppo innamorati dell’Isola per andarsene altrove. Sul cui capo grava, però, uno stallo ingombrante quanto l’insieme delle potenzialità inespresse - specie dal punto di vista occupazionale - dal settore dell’accompagnamento siciliano.

Proprio il Vulcano è stato negli ultimi mesi la cavia di un tentativo di riforma abortito definitivamente a maggio e che, ad oggi, tiene in scacco le circa duecento aspiranti guide di media montagna - che possono operare dove non serve preparazione alpinistica, ma non solo - che avevano presentato domanda per abilitarsi.

Nel frattempo, un inaspettato fronte giudiziario ha visto coinvolgere l’avanguardia più prestigiosa della professione: le guide vulcanologiche, le uniche a poter lavorare fin sopra ai crateri di Etna e Stromboli, il cui concorso per formare nuovi professionisti è oggetto di un’indagine della Procura catanese. Oltre al piano penale, centrato sulla presunta "parentopoli" nelle selezioni d’accesso al corso di formazione per guide vulcanologiche, c’è il piano amministrativo della vicenda.

Entro i primi di luglio, la quarta sezione del Tar di Catania dovrebbe pronunciarsi sui due ricorsi presentati da una cinquantina dei partecipanti alle prove fisiche tenutesi sull'Etna lo scorso 3 maggio, rimasti esclusi per le presunte irregolarità che avrebbero, secondo anche gli autori degli esposti, finito per avvantaggiare figli, parenti e amici del direttivo del Collegio delle guide vulcanologiche, ben 10 persone su 19 vincitori della selezione. L’obiettivo è arrivare intanto alla sospensione cautelativa del corso di formazione che, malgrado la bufera, è regolarmente partito. Uno dei ricorsi chiede l’annullamento delle selezioni, l’altro la riammissione degli esclusi e, solo in subordine, l’annullamento.

Erano stati più di cento i partecipanti alle selezioni travolte dalle polemiche, in gran parte giovani. Così come sono giovani i tantissimi che si rivolgono a sigle come Aigae e Federescursionismo per diventare guide ambientali. Soprattutto con un orecchio teso verso di loro l’ex assessore regionale del Turismo Anthony Barbagallo aveva lanciato le guide di media montagna (Gmm). Figura assimilabile all'accompagnatore di altre regioni, che avrebbe dovuto tornare utile per mettere ordine nel Far West delle escursioni a quote medio-basse, cioè ad esempio le porzioni più ampie e assai frequentate dei parchi dell’Etna o dei Nebrodi. Complici anche le difficoltà nel controllo, il fenomeno dell’abusivismo è diffuso, tutta sulla pelle di migliaia di malcapitati visitatori.

A buttare giù il disegno originario dell’assessore è stato però il passo falso della perimetrazione dell’Etna. Un decreto varato a ridosso delle Regionali di novembre aveva consegnato l’esclusiva delle escursioni sopra i 2.000 metri alle guide vulcanologiche, togliendo una fetta di zone facilmente accessibili proprio alle Gmm ancora nemmeno nate. Tutto è stato azzerato dal nuovo inquilino di via Notarbartolo, l’assessore Sandro Pappalardo, sull'onda peraltro della rivolta anti-perimetrazione di associazioni, tour operator e appassionati confortata anche da una sentenza del Tar del Piemonte, su un tema analogo, arrivata sempre a maggio.

La promessa del governo regionale è stata finora quella di un intervento organico e risolutivo per l’intero ambito dell’accompagnamento turistico. Serve però tempo, quanto chiesto dall'assessorato del Turismo sferzato da veti e aspirazioni incrociate. Il bando delle Gmm, intanto, è finito in congelatore, per l’inquietudine di partecipanti e ancor di più delle associazioni. Che vorrebbero, soprattutto, vedersi riconosciuto un ruolo di primo piano nel campo della formazione delle future guide, le Gmm (se ancora si chiameranno così).

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