Etna, la morte del volontario del soccorso alpino: 4 indagati
La procura ha notificato quattro avvisi di conclusione indagini. La famiglia di Salvatore Laudani chiede "giustizia". La difesa: "Tutto sarà chiarito, nessuna responsabilità".
Il cuore di Salvatore Leonardi ha smesso di battere nell’autunno 2021 mentre operava un servizio di salvataggio sull’Etna, a. oltre 2200 metri di quota. Un escursionista era scivolato procurandosi una frattura in uno dei canaloni della Valle del Bove e i soccorritori erano riusciti a localizzarlo e recuperalo. Le operazioni erano state rese particolarmente difficoltose da condizioni meteo proibitive, vento e temperature sotto lo zero. Nelle fasi di rientro, infatti, il tecnico del Soccorso alpino e speleologico siciliano si è accasciato sulla neve per un malore ed è purtroppo deceduto davanti agli occhi dei colleghi. Inutile è stato l’arrivo alla Sp 92 dove c’erano le ambulanze.
Salvatore, ai funerali, è stato definito un eroe. Alla vedova Maria e alle due figlie, rimaste orfane di padre, l’ex presidente della Regione Nello Musumeci ha consegnato una medaglia d’oro al valor civile alla memoria di Laudani, «luminoso, imperituro esempio di solidarietà umana e di altruismo».
Il quarto indagato invece è accusato di “rifiuto di atti d’ufficio” perché secondo la magistratura nono stante la “reperibilità” (quindi incaricato di pubblico servizio) si sarebbe «rifiutato indebitamente» un atto che avrebbe dovuto compiere «senza ritardo per ragioni di sicurezza pubblica e sanità».
«Il soccorso alpino non ha ancora smesso di piangere per la perdita di Salvatore Laudani - commenta l’avvocato Giorgio Bisagna, difensore degli indagati - Siamo comunque fiduciosi nel lavoro della magistratura che contribuirà a chiarire quanto accaduto e a fare piena luce sulle oggettive responsabilità anche istituzionali di cui è vittima il soccorso alpino, che ricordiamo svolge un’attività di volontariato senza sostanziale sostegno degli organi competenti a livello regionale. Confidiamo - conclude - che si chiarisca ogni mancanza di responsabilità penale nei confronti degli indagati».