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Catania

Catania, scontro senza frontiere nella lunga notte all'Ordine dei medici. Ma Buscema resiste

Di Giuseppe Bonaccorsi

Catania - Una «notte dei lunghi coltelli» si è vissuta ieri all’assemblea dell’Ordine dei medici, chiamata a decidere le sorti della presidenza del prof. Massimo Buscema e a fare chiarezza su alcuni punti controversi che sono oggetto della spaccatura in atto. È ormai chiaro a tutti - soprattutto negli ambienti medici della città - che lo scontro in seno agli organismi dell’Ordine è arrivato a un punto di non ritorno e al di là delle decisioni che potrebbero emergere dalla riunione di ieri sera, il solco scavato dalle due fazioni del Consiglio avrà conseguenze anche in futuro.

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L’incontro cominciato intorno alle 19,30 in un clima teso, è stato l’occasione per fare il punto su alcune questioni controverse che in questi ultimi mesi hanno caratterizzato la vita dell’Ordine. L’odg della seduta verteva su quattro punti: il caso Osteoporosi, col procedimento penale a carico del presidente, che sarà inviato al ministero a Roma per gli eventuali provvedimenti disciplinari; la richiesta di verifica degli atti amministrativi, per appurarne la legittimità; la trasmissione degli atti al ministero per un esame approfondito (questo punto, in particolare, richiesto dai cinque consiglieri che il 28 si sono riuniti in contrasto col presidente Buscema), e infine la richiesta di mettere ai voti la sfiducia al presidente, per non meglio specificati motivi, ma senz’altro anche per la nota vicenda giudiziaria del presidente che lo vede contrapposto a un cittadino per una rissa stradale.

In questo contesto fanno discutere anche le dimissioni annunciate, alla vigilia dell’incontro, del vicepresidente, prof. Antonio Biondi, che ha lasciato l’incarico per impegni professionali. Alcuni dei consiglieri, però, ritengono che la scelta di Biondi sia stato il tentativo di tirarsi fuori dall’acceso scontro in atto tra le due parti. Nel corso della riunione che si è tenuta sino a tarda sera rigorosamente a porte chiuse, i consiglieri “dissidenti” hanno puntato l’attenzione anche sulla nota vicenda dell’acquisto della villa Costanzo per farne la nuova sede dell’Ordine e sugli incarichi delle consulenze. In tal senso pare siano state annullate proprio le deliberazioni sull’incarico della direzione dei lavori per la ristrutturazione della “casa del medico” e di ogni altro atto relativo a Villa Costanzo. Il gruppo di consiglieri che aveva già tentato nella seduta del 28 scorso (quando è mancato il numero legale) di mettere sotto accusa il presidente Buscema ha sollecitato la trasmissione degli atti indicati al ministero per sottoporli all’esame del ministro, la catanese Giulia Grillo.

Durante la seduta, come prevede il regolamento interno dell’Ordine, il presidente Buscema è uscito dalla stanza durante l’esame dei punti che riguardano la sua posizione giudiziaria ed è rientrato quando la discussione ha riguardato gli altri argomenti, soprattutto quelli amministrativi. Buscema inoltre avrebbe ribadito durante la riunione quanto dichiarato appena qualche giorno fa in una nostra intervista e cioè di non capire come mai alcuni consiglieri lo abbiano messo sotto accusa per decisioni che sono state frutto di una scelta condivisa e corale. A fine seduta si sarebbero dimessi 6 consiglieri su 15; di questi, 4 (Nino Rizzo, Lia Lo Gerfo, Lucio Di Mauro e Emanuele Cosentino) si sarebbero espressi per la sfiducia al presidente Buscema.

Intanto sullo scontro all’Ordine è intervenuto con una nota anche il Codacons: «La grave situazione conflittuale all’interno dell’Ordine dei Medici suscita un senso di profondo disagio tra i cittadini che vedono nella istituzione professionale un organismo di tutela e di garanzia nei loro confronti. Il disagio risulta ancora più evidente se si fa riferimento ai toni aspri con cui la situazione si sta evolvendo con il coinvolgimento della magistratura - scrive l’avv. Giovanni Petrone - Davanti a una situazione del genere il Codacons Sicilia sente di intervenire a tutela dei cittadini, tutti utenti dei servizi medici, chiedendo ai componenti dell’Ordine un atto di responsabilità da espletarsi nella ricerca di soluzioni tali da riportare equilibrio e serenità».

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