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Università di Catania, il Codacons: «Esposto sulla vicenda direttore»

L'associazione dei consumatori chiede alla Procura di avviare un’indagine dopo che «il direttore Candeloro Bellantoni ha rassegnato le proprie dimissioni dall'incarico di direttore generale, ritirandole dopo appena 24 ore»

Università di Catania, un espostodel Codacons su «vicenda direttore»

CATANIA - Il Codacons ha presentato un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Catania, chiedendo di avviare un’indagine alla luce delle ipotesi di reato di corruzione, abuso d’ufficio ed omissione di atti d’ufficio in merito alla vicenda del direttore generale dell’Università di Catania Candeloro Bellantoni che, «a distanza di un anno dall'insediamento, nei primissimi giorni di luglio, con una lettera inviata al protocollo generale, ha rassegnato le proprie dimissioni dall'incarico di direttore generale, ritirandole dopo appena 24 ore». «Le dimissioni del direttore Bellantoni, poi ritirate - afferma l’avv. Carmelo Sardella, dirigente dell’Ufficio legale regionale del Codacons - impongono di approfondire e verificare la liceità dei comportamenti denunciati». 

Il Codacons dice che Bellantoni «riferiva di aver dovuto tenere conto nella sua gestione di "richieste più svariate ed anche risibili", nella speranza che ciò potesse "accelerare l'azione amministrativa"» e che la sua lettera «lasciava intendere gravi condizionamenti, adombrando le ragioni più assurde e bieche volte al rallentamento della sua azione amministrativa ed affermando l’esistenza di una prassi distorta e profondamente radicata nel tessuto amministrativo, fatta di continue e pressanti richieste prive di alcun fondamento logico-giuridico, il cui accoglimento condurrebbe lontano dai principi di imparzialità, buon andamento, efficacia ed efficienza». Il Codacons si chiede inoltre «se le dimissioni rientrate abbiano nulla a che vedere con quanto denunciato in passato dalla stessa associazione.

Il Codacons negli anni scorsi aveva denunciato alla Procura numerose «irregolarità» e «stranezze» commesse all'Università di Catania riguardo, tra l'altro, «la gestione della vigilanza armata h 24 del cantiere "Torre Biologica, del parcheggio Zenone, la procedura per l'affidamento annuale del servizio di vigilanza e sorveglianza delle strutture del Centro Universitario di S. Sofia e delle strutture universitarie del centro urbano, l’appalto per i lavori di restauro e risanamento conservativo del Rettorato, il Polo Medico-Biologico e un appalto passato da 17 a 31 milioni di euro».

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commenti 3
  • Urologo

    15 Luglio 2018 - 09:09

    L'università di Catania simbolo di corrruzione. Già lo sapevamo infatti tutti i concorsi universitari sono pilotati e non si entra per meritocrazia ma solo se hai pagato la tangente o sei parente di un professore universitario. Non abbiamo i prosciutti al posto degli occhi fate andare avanti i soliti nomi basta vedere i nomi. È tutta una corruzione e la gente ne paga le conseguenze con una medicina obsoleta e non si riesce a curare bene chi si reca in ospedale spendendo milioni di euro inutilmente. Se volete cambiare l'università cambiate i dirigenti universitari.

    Rispondi

  • Urologo

    15 Luglio 2018 - 09:09

    L'università di Catania simbolo di corrruzione. Già lo sapevamo infatti tutti i concorsi universitari sono pilotati e non si entra per meritocrazia ma solo se hai pagato la tangente o sei parente di un professore universitario. Non abbiamo i prosciutti al posto degli occhi fate andare avanti i soliti nomi basta vedere i nomi. È tutta una corruzione e la gente ne paga le conseguenze con una medicina obsoleta e non si riesce a curare bene chi si reca in ospedale spendendo milioni di euro inutilmente. Se volete cambiare l'università cambiate i dirigenti universitari.

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