Lentini: la discarica resta al collasso ma riapre ai conferimenti, scongiurata (per ora) l'emergenza
Sicula Trasporti, Srr Area Metropolitana Catania a Arpa aprono sul riavvio della struttura. La ditta avvierà l'iter per l'adeguamento delle autorizzazioni richieste
È andata meglio del previsto. La prima volta, nel bel mezzo delle criticità per l’assessore ai Rifiuti Roberto Di Mauro, ieri nell’incontro con i rappresentanti di Sicula trasporti, Srr Area Metropolitana di Catania e Arpa, ha condotto a una sostanziale apertura sul problema che riguarda la struttura di Lentini: «L’impianto di trattamento dei rifiuti di contrada Coda Volpe di Lentini riavvierà le proprie attività» ha annunciato l’assessore regionale all’Energia e ai servizi di pubblica utilità, Roberto Di Mauro, dopo l’incontro che si è svolto ieri al dipartimento regionale Acqua e rifiuti alla presenza delle amministrazioni interessate, della Srr di Catania e dell'amministrazione giudiziaria della Sicula Trasporti, società che gestisce l’impianto.
«È stato condiviso con le parti – ha spiegato l’assessore Di Mauro - un percorso tecnico amministrativo che consentirà il riavvio in pieno dell'attività dell'impianto di trattamento meccanico biologico con il successivo avvio a recupero del prodotto ottenuto. Contemporaneamente la ditta avvierà l’iter amministrativo per il riesame delle autorizzazioni da adeguare alle migliori tecnologie disponibili. Queste iniziative potrebbero condurre anche a una rivisitazione dei costi di smaltimento sostenuti dai comuni in futuro».
Il nodo delle autorizzazioni della società
Perché una cosa è certa, la crisi dell’impianto di Lentini non è un fatto che riguarda solo il territorio di Catania. Il confronto avviato tra Sicula e il dipartimento serve a mettere a fuoco il processo delle autorizzazioni con le migliori soluzioni tecniche impiantistiche, gestionali e di controllo in grado di garantire un elevato livello di protezione dell'ambiente attraverso, ad esempio, bassi livelli di emissioni di inquinanti. Sicula Trasporti manda i rifiuti fuori regione e in base a quanto dice il dipartimento necessita di particolari autorizzazioni.
"A Catania la differenziata al 40%"
Francesco Laudani invece, presidente della Srr Area Metropolitana Catania ha sottolineato l’aumento della differenziata a Catania «nonostante le tante difficoltà siamo al 40% - aggiungendo inoltre - da un anno abbiamo avviato un accordo di sovrambito con l’impianto di Enna, 18 comuni conferiscono a un costo minore, ma non possiamo avere amministrazioni di di serie A e altre di serie B in materia di costi». L’analisi delle spese sostenute dovranno rivelare in che cosa è possibile contenere la cifra “monstre” di 380 euro a tonnellata «vorremmo capire meglio -prosegue Laudani - tra lavorazione di trattamento meccanico-biologico e trasporto quali sono le singole incidenze». A dirla tutta, l’istanza di chiarimento e di una maggiore capacità di dettaglio delle tariffe è stata portata avanti nelle scorse settimane anche dall’assessorato di Viale Campania.
A breve inoltre la Srr catanese inoltrerà la richiesta per l’ammissibilità al fondo dei 45 milioni di euro che la Regione porta in dotazione ai territori - una risorsa che contribuirà, per quanto possa apparire come una goccia nell’oceano, a dare conforto alle finanze disastrate degli enti locali siciliani tartassati in materia di costo dei rifiuti.