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«Dal check-in al deposito bagagli così ci siamo "inventati" un lavoro»

A Catania tre imprenditori catanesi, età media 40 anni, hanno dato vita alla Atripical: «Gestiamo sostituendoci ai proprietari servizi propri delle case vacanza. E la nostra forza è la conoscenza delle lingue»

«Dal check-in al deposito bagagli così ci siamo "inventati" un lavoro»

L'anno scorso hanno aguzzato l'ingegno e si sono tuffati nel settore dei servizi della ricezione turistica. Senza aprire né un albergo né un B&B. E senza avere una casa da affittare in prima persona. Oggi gestiscono, seppure con modalità differenti, quasi 15 appartamenti/case vacanze altrui a Catania. Offrono il semplice servizio di “scambio chiavi”, il servizio di check-in e anche la gestione completa della casa, dalle pulizie all'accoglienza ospiti. Sono tre catanesi, età media 40 anni, ad essersi inventati un vero e proprio lavoro in questo settore, cercando però di fare tutto alla luce del sole. Niente "nero", ma tutto in piena regola. Hanno fondato a marzo dell'anno scorso la loro Atripical, hanno aperto a maggio il loro point/deposito bagagli in piazza Duca di Genova e si sono lanciati in questa nuova avventura.

«Ci dedichiamo a questa nostra attività con anima e corpo - racconta Santi Manzone, proveniente dal settore bancario e commerciale, uno dei tre fondatori/lavoratori nell'impresa, insieme con Valentina Riolo e Daniele Sirna -. I miei soci sono quelli che hanno più esperienza nel settore, Valentina viene dal mondo delle lezioni d'italiano per stranieri, Daniele dai tour operator. Il cuore della nostra attività è il deposito bagagli. Ma abbiamo sviluppato molto altri servizi, tra cui quelli relativi alle case vacanze».

Come funzionano? «Molti proprietari si rivolgono a noi prima di tutto perché non parlano le lingue e ci affidano anche la semplice consegna delle chiavi. Lo chiamiamo "scambio chiavi". Il servizio costa 5 euro, Iva inclusa, ma si paga soltanto quando effettivamente gli ospiti vengono a ritirare le chiavi, anche se queste le teniamo sempre qui. Quando le consegniamo facciamo un po' di accoglienza in loco, spieghiamo come arrivare all'alloggio, diamo alcune informazioni sulla città - spiega Santi -. Facciamo anche il servizio di chek-in, che in alta stagione costa 25 euro, sempre Iva inclusa, accogliamo gli ospiti in appartamento, forniamo tutte le spiegazioni del caso sul funzionamento degli impianti ed eventualmente gestiamo anche i pagamenti sui portali più noti, Booking, Airbnb e Homeaway».

Alcuni proprietari affidano anche la gestione completa dell'attività, «dall'inserzione ai servizi di pulizia e lavanderia, dalla comunicazione con gli ospiti all'accoglienza, sino al check-out. In questo caso prendiamo una percentuale del 25% sul ricavo dell'affitto in capo al proprietario».

Ma quanto può guadagnare un proprietario? Dipende, naturalmente dalla casa. I dati che Airbnb ci ha fornito su Catania, Palermo e Siracusa, relativamente all'anno scorso, non sono esaltanti: nel capoluogo etneo sono stati 60.000 gli arrivi, 38 il numero di notti prenotate abitualmente per annuncio, un guadagno medio su base annua di 2.400 euro per i proprietari; guadagni equivalenti anche per chi affitta casa propria a Siracusa anche se il numero di notti per annuncio scende a 28; più arrivi a Palermo (110.000), 35 notti prenotate in media per annuncio e minori guadagni sull'anno (2.200 euro). Ma sono cifre medie, sicuramente influenzate anche da molti prezzi stracciati che si fatica a capire come possano coprire i costi.

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