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Rifiuti, a Catania un problema in più: i "lanciatori" di sacchetti

"Pendolari" dei comuni dell'hinterland ogni anno scaricano nel capoluogo la "bellezza" di 20 mila tonnellate di indifferenziata. L'assessore comunale all'Ecologia: «Sposteremo su strade più interne tutti i cassonetti posizionati sulle vie d’accesso alla città»

Rifiuti, a Catania un problema in più: i "lanciatori" di sacchetti

CATANIA - Miracoli non può farne nessuno, e comunque in pochi vorrebbero essere al suo posto - mentre le proteste fioccano e i cittadini sono esasperati - su una poltrona che è tra quelle che scottano di più, almeno quanto puzzano le strade della città disseminate da sacchetti di rifiuti “differenziati” sotto il cocente sole di luglio. Quello del caldo in aumento è un problema in più per tutti e in particolare per il nuovo assessore all'Ecologia Fabio Cantarella, trovatosi a gestire una situazione praticamente disastrosa, mentre il ciclo dei rifiuti attraversa tanto per cambiare una fase di grande criticità per l’emergenza da affrontare ogni giorno, soprattutto nell'area del porta a porta, ma anche in quella dei cassonetti, e mentre questo delicato settore, finito nella bufera dell’inchiesta “Garbage Affair”, è “appeso” alla gara ponte che entro metà agosto dovrebbe consentire per poco più di quattro mesi di attendere con un minimo di stabilità l’esito della quinta gara per aggiudicare il famigerato appalto settennale, dopo quattro tentativi a vuoto.

«Dobbiamo superare luglio e agosto - dice il giovane assessore - e per questo col sindaco Pogliese ci siamo messi subito al lavoro per riorganizzare il settore. Tra i problemi principali e più immediati c’è il porta a porta nella zona centrale, un 20 per cento dell’area urbana dove è il Comune a gestire il servizio con diverse carenze di uomini e mezzi, per questo contiamo sulla gara ponte che affiderà per intero la raccolta a un’impresa esterna, dandoci la possibilità di impiegare il nostro personale per i controlli, che riteniamo essenziali».

Nell'attesa state cercando di recuperare subito delle unità in più proprio per il porta a porta.

«E’ stata fatta una ricognizione che ci ha permesso di reperire una decina di autisti impegnati in altre direzioni, che dalla prossima settimana potranno supportare gli attuali sessanta operatori che voglio anche ringraziare per l’impegno in una situazione molto difficile, inoltre con dei piccoli interventi di manutenzione stiamo per rimettere in strada quattro gasoloni necessari per la raccolta porta a porta, che dovrebbe così funzionare meglio. Tra le misure possibili a brevissimo termine c’è anche la riattivazione del Centro di raccolta alla Zona industriale, che stiamo ripulendo, in modo che entro una ventina di giorni possa essere disponibile per cittadini e imprese che devono conferire sfalci e potature che spesso vediamo nei cassonetti, a questo proposito infatti crediamo che sarà essenziale in futuro garantire un’isola ecologica ogni trentamila abitanti».

Ci sono molte carenze anche nell'area dei cassonetti, spesso pochi, malandati e stracolmi, e c’è sempre la piaga storica dei pendolari dei rifiuti.

«Dai primi dati che ho esaminato col sindaco Pogliese si evince che dai pendolari dei comuni dell’hinterland passati al porta riceviamo nei cassonetti delle vie d’accesso alla città qualcosa come 20 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati all'anno, che non sono nostri ma pesano in misura doppia, sia per il costo di smaltimento in discarica di circa due milioni all'anno, che in relazione all'ordinanza con cui ora la Regione ci chiede conto di una quantità di indifferenziata che non è solo nostra».

State già valutando delle contromisure, oltre ai controlli da potenziare?

«Intendiamo gradatamente spostare su strade più interne tutti quei cassonetti posizionati sulle vie d’accesso della città e facilmente raggiungibili dai “lanciatori” di sacchetti di rifiuti prodotti in altri comuni, i cui costi non ci possiamo più permettere di sostenere. Dalla prossima settimana cominceremo a intensificare i controlli, dobbiamo invertire la tendenza degli ultimi dati, che vedono una differenziata appena al 7,5% e una raccolta di carta e umido quasi inesistente».

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