Alla Plaia più ombre che luci: spiagge sporche e torrenti con acque torbide e maleodoranti
Scarsa prevenzione e pochi controlli per limitare l’azione di chi deturpa la costa. Spazzatura e pneumatici nel torrente Acquicella. E la stagione balneare è già iniziata
Altro che Bandiera Blu, altro che destagionalizzazione. Ma soprattutto altro che prevenzione, controlli e sanzioni verso chi deturpa con rifiuti non solo la zona del viale Kennedy e dintorni, ma anche i corsi d’acqua che in mare sfociano. Tutte azioni volontarie, dolose, di inquinamento e considerate reati penali, punibili anche con il carcere. Per ora l’unica consolazione dell’estate 2023 restano i collaudi, per altro ancora in corso, dell’illuminazione lungo tutta la Plaia, che dovrebbe finalmente “accendersi” entro maggio.
La "via di fuga"
È ancora “lettera morta”, invece, la “via di fuga”, se pur inserita nel programma triennale delle opere pubbliche del Comune 2022-2024 con il 2022 annualità di avvio della procedura di affidamento della realizzazione della “strada di collegamento tra viale Kennedy e via San Giuseppe La Rena in prossimità dell'incrocio con via Santa Maria Goretti” considerato anche l’importo già stanziato, 3,5 milioni di euro.
Iniziando dalla destagionalizzazione, ancora per quest’anno i lidi hanno fissato per il 9 giugno l’avvio della “stagione abbonamenti”, fino al 10 settembre, ma è stata Regione siciliana, con il decreto n. 339 del 4 aprile 2023 dell’Assessorato della Salute, pubblicato sulla GU del 14 aprile, a stabilire che «la stagione balneare avrà inizio il primo maggio e terminerà il 31 ottobre». Periodo nel quale, più che mai, ci si aspettano accorgimenti da parte degli enti preposti per garantire la corretta fruizione delle nostre coste, in tutti gli aspetti.
La pulizia delle spiagge
Ad esempio, alla Plaia non è ancora stata avviata la pulizia preliminare delle tre spiagge libere che consentirebbe alla ditta, che fino al 2025 se ne è aggiudicata la gestione, di cominciare ad allestirle, quindi riuscire ad aprirle già entro maggio. La pulizia delle spiagge, almeno ad inizio stagione, è infatti di competenza del Comune. Per inciso, sarebbe opportuno che il controllo, l’educazione degli utenti e la pulizia, avvenisse durante tutto l’anno, ma questa è altra storia. Sono impietose, infatti, le immagini scattate in questi giorni alla spiaggia libera numero uno, dove ciò che resta di bivacchi e “bevute di birra” è lasciato alla vista in pieno giorno, anche in questi periodi di particolare afflusso turistico in città. Per non parlare di ciò che si trova alla spiaggia libera numero due, e soprattutto nell’area antistante, dove cumuli di rifiuti sono ormai onnipresenti, pur denunciati non solo su queste pagine, ma anche alla polizia ambientale, e considerati oltre che degrado ambientale anche a rischio incendio. E sui quali ancora nessuno degli enti preposti ha sentito la responsabilità di dover intervenire. Alla spiaggia libera numero tre ci si aspettava un intervento più che mai repentino, poiché si tratta della spiaggia per antonomasia che ogni estate riserva spazi dedicati anche agli animali, che dunque dovranno ancora aspettare prima di poter godere del mare insieme alle proprie famiglie. Colpevole chi sporca, chi non individua e punisce gli sporcaccioni, ma anche chi non cura e non mantiene pulito. Come del resto accade in tutto il resto della città.
L'analisi delle acque
Parlando della qualità delle acque, se da un lato, i campionamenti da parte di Asp effettuati due settimane fa, nei punti di prelievo determinati dalla delibera regionale, “non hanno comunicato anomalie nei campioni”, va anche detto che Asp rileva solo parametri organici. I punti di prelievo fissati alla Plaia sono allo sbocco del torrente Acquicella, dei canali Arci e Forcile. Forse, a vedere cosa si trova nelle immediate vicinanze degli sbocchi dei corsi d’acqua, più che di quello dell’Asp occorrerebbe l’intervento regolare anche di Arpa, per rilevare ben altri livelli di inquinamento. Iniziamo dall’Acquicella: abbiamo fatto un sopralluogo dietro al Bowling, facilmente accessibile in pieno giorno senza alcun controllo, chiunque potrebbe entrare e scaricare di tutto e – infatti - a parte il canneto a concreto rischio incendio e ostruzione del flusso delle acque, ci siamo ritrovati tra pneumatici e rifiuti di ogni genere buttati. Ci chiediamo davvero che tipo di salubrità possano avere acque che scorrono da lì. Per non parlare del punto sulla Ss 114 dove ogni estate viene sbarrato il canale Arci: le fotografie scattate solo pochi giorni fa non rendono l’idea dell’olezzo esalato, chiaramente di origine industriale e non serve un esperto per distinguerlo da uno scarico fognario. Saremo forse incappati in uno di quei giorni di “scarico abusivo” di reflui non trattati, che mettono a serio pericolo la salute delle acque del mare in cui sfocia, e di chi si immerge, di certo chi commette questo atto rientra in uno dei casi che prevede fino alla reclusione. Non è ancora dato sapere quando verrà sbarrato l’Arci, ma anche la condotta che dall’aeroporto ad oggi convoglia le acque in mare all’altezza del lido Cled, due “casi da manuale” della “mala gestio” in tutti questi anni. Ma del resto, tutta la Plaia parla da sola di una mancanza reiterata di organizzazione, controllo e gestione, che dovrebbe prescindere dall’avere o meno una amministrazione politica. Si parla di programmazione. E di buon senso.