Il pistolero di via Negrelli e le parentele "di peso"
I nomi degli indagati per la sparatoria all’autonoleggio portano al fortino mafioso degli Zuccaro
È composta da appena sette pagine l’ordinanza del gip Sebastiano Di Giacomo Barbagallo che fa disposto l’arresto dei protagonisti del pestaggio e della sparatoria avvenuta all’interno di un autonoleggio di via Negrelli il 27 maggio scorso. Il giudice, che fa entrare integralmente negli atti la richiesta firmata dalla pm Michela Maresca, descrive con dovizia di particolari dell’azione di violenza. Prima le botte a un uomo per non aver saldato un debito e poi la risposta a colpi d’arma da fuoco. Giuseppe Micale si è trasformato nel giro di poco tempo da carnefice e vittima. Ma l’indagato - ora ai domiciliari - non aveva calcolato bene forse chi fosse il “debitore” a cui dare una lezione. E i nomi descritti negli atti giudiziari portano il centro di gravità nella roccaforte santapaoliana di San Cocimo.
Stiamo parlando di piazza Machiavelli, fortino storico degli Zuccaro. Le retate e le operazioni della Dda negli ultimi anni hanno fatto un po’ terra bruciata. Ma gli investigatori monitoravano da tempo Salvatore Musumeci, quello che ha tirato fuori la pistola dalla cintola e ha sparato ad altezza uomo contro Micale. Che si è salvato solo perché si è rifugiato nel retrobottega del suo autonoleggio. Nessun aggravante mafiosa nelle contestazioni, però analizzare la rete familiare può certamente chiarire la caratura degli indagati. Salvatore Musumeci, detto Salvuccio ‘a mina (nomignolo che eredita dal padre Santo), è figlio di Concetta Zuccaro che è sorella del più noto boss ergastolano Maurizio. Quindi l’arrestato è nipote del capomafia. Ma le parentele “di peso” non sono terminate. Infatti la sorella di Musumeci è Sebastiana, finita ai domiciliari, che è la consorte di Lorenzo Saitta ‘u schelestro’. Quindi Salvuccio ‘a mina è cognato del killer dei Santapaola.
Le manette sono scattate anche nei confronti di Concetta Jessica Rita Saitta che è la compagna di Tony Trentuno, il giovane boss arrestato da latitante nell’ambito del blitz Quadrilatero e a capo di un gruppetto di giovani leve coinvolto in uno scontro a fuoco contro Enzo Timonieri e picciotti della frangia dei Nizza avvenuto nel 2021 al viale Mario Rapisardi. Le pistolettate furono - come raccontano i fratelli pentiti Michael e Ninni Sanfilippo - il giorno prima dell’omicidio proprio di Timonieri.