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Catania

Diciotti, altri migranti si dileguano. Salvini: «Clandestini in fuga dalla legge»

Di Redazione

ROMA - Cresce progressivamente il numero dei migranti sbarcati a Catania dalla nave Diciotti, che si sono dileguati. Il Viminale ha prima fornito un dato pari a 61, successivamente a 75. In un primo tempo erano 143 ed erano stati trasferiti parte nel centro di Rocca di Papa e parte in quello di Messina. Il salvataggio, avvenuto a ridosso di ferragosto, di un gruppo di 190 migranti a bordo di un’imbarcazione in avaria, che furono poi portati sulla nave Diciotti della guardia costiera, ha visto in prima battuta lo spostamento di 13 persone a Lampedusa per assistenza sanitaria. Successivamente, il 22 agosto sono stati trasferiti 27 minori; il 25 agosto 3 migranti sono stati ospedalizzati, 2 minori sono stati rilevati allo sbarco e due sono risultati assenti.

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Dei 143 migranti rimanenti - 125 Eritrei, 8 del Bangladesh, un egiziano e 9 delle Isole Gomore - 100 sono stati trasferiti nel centro della Caritas di Rocca di Papa e 43 a Messina. Dei 100 portati a Rocca di Papa, attualmente sono 49 quelli presenti nel centro: 45 si sono dileguati e altri 55 sono destinati ad altri diocesi, ma 6 di loro si sono pure resi irreperibili. Sulla quota portata a Messina, 4 sono stati arrestati perché accusati di essere gli scafisti, 4 sono minori e 10 si sono dileguati, per cui ne restano 25.  

Alcuni di loro però, così come informa il ministro dell'Interno Matteo Salvini, sono stati già rintracciati a Roma. «Poverini in fuga dalla guerra? No, clandestini in fuga dalla legge. Alcuni immigrati che erano sulla Diciotti sono stati rintracciati a Roma», scrive il ministro. «Rifiutano l’aiuto e pretendono di circolare senza documenti e senza rendere conto di nulla. Così, abbiamo la conferma che la storia degli "scheletrini che scappano dalla guerra" è una farsa. Mentre è pura fantasia l’ipotesi che io li abbia sequestrati: gli unici sequestrati sono gli italiani, vittime dell’immigrazione clandestina. Immigrazione che continueremo a combattere».

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