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"Limone dell'Etna" Igp, arriva svolta: sì del ministero, ora vicino l'albo Ue

Superato l'ultimo step della fase istruttoria: il prodotto tra circa sei mesi potrà essere iscritto nel registro comunitario. Per molti comuni della fascia ionica etnea, Acireale in testa, un'importante opportunità economica

"Limone dell'Etna" Igp, arriva svolta: sì del ministero, ora vicino l'albo Ue

ACIREALE -  Il “limone dell’Etna” supera l’ultimo step relativo alla fase istruttoria per il riconoscimento nella categoria Igp e si prepara per l’iscrizione all'albo dell'Unione europea. «L’iscrizione all'albo comunitario di un prodotto, per un territorio può significare tutto, ma può significare nulla - dice la dottoressa Lauretta Madotto, funzionario del ministero alle Politiche agricole, che insieme al dottor Nunziato Giovanni di Bartolomeo hanno dato lettura del disciplinare di produzione. – Una volta avuto il marchio la responsabilità dei produttori è affidata ai controlli». 

La certificazione Igp del limone dell’Etna, che conta circa 2.000 ettari coltivati nella zona, potrebbe dare una forte spinta economica non solo ad Acireale, ma anche agli altri comuni che ricadono nella fascia ionica. Consentirebbe di avviare la commercializzazione del prodotto, inserendolo in alcune importanti catene, e di produrre azioni mirate volte alla promozione commerciale del prodotto e del territorio, puntando sull'alta qualità legata alla purezza dell’ambiente, dove la pianta vive e si sviluppa.

«È importante che i comuni dove si produce questo agrume si associno - dice Federica Argentati ,presidente del distretto produttivo Agrumi di Sicilia -. Adesso deve essere un intero territorio che deve crederci, a partire dagli enti locali. L’importanza di un riconoscimento Igp è fondamentale in un momento in cui si parla tanto di tracciabilità, significa valorizzazione del prodotto e del territorio. L’associazione ha lavorato bene, mi auguro adesso si faccia velocemente»

Con la riunione di pubblico accertamento svoltasi ieri nel Palazzo di Città ad Acireale, si è conclusa la parte più complicata di un iter iniziato nel 2014. Adesso si dovranno solo attendere 30 giorni per la pubblicazione del disciplinare di produzione nella Gazzetta Ufficiale e circa sei mesi per iscrivere il prodotto nell'albo comunitario.

«E' una grande vittoria, una soddisfazione tutta acese - commenta Renato Maugeri, presidente dell’associazione "Limone dell’Etna" -. Il territorio ionico è vasto e tutti i terreni che coltivano i limoni in questo territorio avranno il diritto di vantarsi del marchio Igp. Non voglio sembrare troppo ottimista, ma la ripresa si vede: un ettaro oggi può produrre dai 30 ai 40 mila euro di fatturato, con costi intorno a 10 mila euro, e il marchio farà aumentare la commercializzazione. Abbiamo le aziende della zona operative, fornite di acqua, luce, strade e magazzini. Bisogna solo reimpiantare le piante»

Alla riunione di ieri erano presenti, l’assessore regionale alle Politiche agricole Edi Bandiera, il direttore regionale Carmelo Frittitta, l’ex assessore Antonello Cracolici, il sindaco di Acireale Stefano Alì, i sindaci e i rappresentanti dei comuni di Aci Bonaccorsi, Aci Castello, Aci Catena, Aci Sant'Antonio, Acireale, Calatabiano, Castiglione di Sicilia, Fiumefreddo di Sicilia, Giarre, Mascali, Piedimonte Etneo, Riposto, Santa Venerina, San Gregorio di Catania, Valverde, Zafferana Etnea.

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