Sac, la sfida di Trantino «Si dimetta l’intero Cda»
Il sindaco di Catania: «Gravi inadempienze nell’emergenza». Belcuore: «Gli altri soci favorevoli alla linea della società aeroportuale»
Di un “mezzogiorno di fuoco” dalle parti dell’aeroporto Vincenzo Bellini non si sentiva davvero il bisogno, nemmeno nel corso dell’animata assemblea dei soci della Sac svoltasi ieri proprio all’ora dei duelli a Fontanarossa, e magari anche per questo i toni istituzionali hanno se non altro smorzato una contrapposizione che resta incandescente, anche sul piano politico all’interno del centrodestra siciliano e non solo, sulla gestione della recente emergenza innescata dall’incendio che il 16 luglio scorso ha danneggiato il terminal A, su cui l’amministratore della Sac Nico Torrisi ha letto in assemblea la relativa relazione.
L'assemblea dei soci
Questo è stato l’unico punto all’ordine del giorno dell’assemblea convocata dalla Sac su richiesta di Enrico Trantino, sindaco del Comune e della Città Metropolitana di Catania, soci che detengono complessivamente il 14% delle quote della società aeroportuale. Nessun duello ma posizioni del tutto opposte rispetto a una vicenda che data la dimensione e gli standard di traffico dello scalo ha avuto vasta eco a livello internazionale. Il sindaco Enrico Trantino si è presentato con un legale, l’avvocato Marcello Marina, esperto in diritto commerciale e industriale. «Ho chiesto le dimissioni dell’intero Cda della Sac depositando una dichiarazione in cui supporto la mia istanza - ha spiegato al termine dell’assemblea il primo cittadino di Catania - la richiesta è che il collegio sindacale verifichi una serie di inadempienze, quello che io contesto alla Sac è che si è concentrata sulla riapertura del terminal A, non facendo niente per alleviare i disagi dei passeggeri. Non c’è alcuna faida nella coalizione e la mia iniziativa è stata anticipata a tutte le forze di maggioranza - ha rilevato Trantino in un post su Facebook - la governance di uno scalo quale il “Bellini” è una struttura complessa che deve avvalersi dei migliori manager in campo aeroportuale, non voglio sbilanciarmi sulla privatizzazione ma ritengo sia stato inferto un duro colpo d’immagine i cui effetti saranno più evidenti nel corso del tempo».
La posizione di Belcuore
Su un fronte opposto gli altri soci, il commissario straordinario della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia Antonio Belcuore, il commissario straordinario dell’Irsap Marcello Gualdani, il commissario del Libero Consorzio Comunale di Siracusa Domenico Percolla, e la sindaca del Comune di Comiso Maria Rita Schembari, tutti presenti in assemblea e favorevoli alla relazione della Sac sulla gestione dell’emergenza. A partire dall’ente più strategico per gli assetti del “Bellini” e già al centro della “guerra dei cieli” e della disputa tra Regione e ministero delle Imprese (leggi governatore Schifani e ministro Urso), ovvero la Camera di Commercio del Sud Est. «La relazione è stata valutata come sufficientemente dettagliata da parte di tutti gli altri soci che rappresentano l’85% della Sac - spiega il commissario straordinario Antonio Belcuore - gli impianti antincendio e i rilevatori antifumo hanno funzionato, l’area interessata dalle fiamme è stata solo lo 0,1% dell’intero sedime aeroportuale, l’emergenza è stata correttamente gestita. Le conseguenze dell’incendio non sono state distruttive come si paventava, a luglio abbiamo registrato un meno 17% di passeggeri a fronte del meno 21% della Sicilia occidentale, inoltre questo management poteva “subire” la chiusura dello scalo e invece ha consentito di garantire la sua operatività, pur tra molti disagi, facendo viaggiare fino a 29mila persone al giorno grazie al terminal C, e bonificando e riaprendo in tre settimane il terminal A, da qui la nostra fiducia al Cda».