2 gennaio 2026 - Aggiornato alle 07:16
×

Catania, dai domiciliari aveva aperto un'officina per "trattare" scooter rubati: arrestato

Il blitz dei carabinieri nel quartiere di Picanello

Redazione La Sicilia

11 Settembre 2023, 10:46

arresto-x-ricettazione-CC-Lupi

Era ai domiciliari e lui che fa? Apre abusivamente un’officina davanti casa sua e assembla pezzi di scooter rubati. Ovviamente è finita come doveva finire, con l’uomo un 46enne che è finito in carcere. Ad arrestarlo i Carabinieri della Squadra Lupi del Nucleo Investigativo di Catania stavolta con le accuse di “ricettazione ed evasione”.

Al riguardo i militari, nell’ambito di indagini sul “mercato nero” della ricettazione di motoveicoli rubati o di parti di essi, hanno scoperto che l’uomo aveva allestito un’officina abusiva a “cielo aperto” lungo il marciapiede adiacente la propria abitazione, nel quartiere Picanello di Catania, dove smontava e riassemblava parti di scooter provento di furto.

In particolare, il 46enne smontava completamente i mezzi cambiandone le carene, la targa, e le varie componenti meccaniche ed elettriche, facendo così in modo che i ciclomotori non fossero identificabili se controllati su strada dalle Forze di Polizia. Al momento del blitz, i Carabinieri hanno trovato otto motocicli parcheggiati dinanzi l’abitazione del pregiudicato, mentre un nono scooter, un Honda SH 300, completamente smontato, era invece occultato in maniera sospetta nell’androne dell’abitazione, dinanzi alla porta di ingresso di casa sua, al piano terra.

Come in un puzzle, i militari hanno pertanto provveduto a recuperare tutti i pezzi del mezzo che erano sparsi in terra e il controllo ha così permesso di accertare che quell’SH nascosto era stato rubato lo scorso 3 settembre a una donna catanese di 45 anni. All’interno dell’appartamento dell’uomo, è stata poi ritrovata anche la targa del veicolo a due ruote, mentre le carene originali di colore nero opaco, come descritte dalla denunciante ai Carabinieri del Comando Stazione di Catania Ognina, sono state invece trovate montate su uno dei ciclomotori parcheggiati in strada, chiaramente un altro SH, che è risultato di proprietà del “meccanico abusivo ricettatore”. L’uomo è finito nel carcere di Piazza Lanza.