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Catania, la sicurezza per il rilancio: «Va riclassificato il rischio sismico»

Confindustria si schiera con l'Ance: la città è ballerina, il suo territorio deve essere qualificato "zona 1" per fruire di finanziamenti vantaggiosi da utilizzare per adeguamenti che possono anche fare da volano per l’edilizia

Catania, la sicurezza per il rilancio: «Va riclassificato il rischio sismico»

CATANIA - Il fronte è ormai compatto, dal mondo degli Ordini professionali a quello dei costruttori edili dell’Ance fino agli imprenditori, e sollecita un’azione di squadra che veda protagonista anche la nuova Amministrazione comunale (che si è già espressa sulla stessa linea con l’assessore alla Protezione civile, Porto), per la classificazione in “zona 1” del livello di rischio sismico di una delle città più “ballerine” d’Italia, ovvero Catania.

Oltre 325 anni sono trascorsi dal drammatico 11 gennaio del 1693 che devastò la Val di Noto e Catania, a fronte di un dato consolidato nel corso dei secoli dal punto di vista storico e anche scientifico, che fissa in un range compreso fra i 300 e i 500 anni la possibilità di un evento sismico di rilevante entità, a cui il patrimonio edilizio di Catania, inutile nasconderlo, è in larga misura impreparato.

Mentre l’Amministrazione comunale ha appena riavviato l’iter per presentare entro l’anno le linee guida del nuovo Prg in Consiglio comunale - con un’attenzione specifica che non dovrà mancare per la materia in questione - anche Confindustria Catania, con il neo presidente Antonello Biriaco, si schiera per una “riclassificazione” del rischio sismico della città, e per l’inserimento del suo territorio in “Zona 1”, in linea con le istanze del tavolo tecnico #Cataniasicura, e con la sollecitazione di recente rilanciata dal presidente di Ance Catania, Giuseppe Piana, dopo l’approvazione all'Ars di una mozione che impegna il governo regionale ad attivare ogni iniziativa per l’aggiornamento della classificazione sismica della Sicilia Orientale.
Come imprenditori siete molto sensibili a questo tema.

«La nostra città per le sue caratteristiche dovrebbe subito essere classificata a rischio sismico “1” anche per i finanziamenti particolarmente vantaggiosi che oltre alle garanzie di sicurezza possono rilanciare l’edilizia, che è il volano della ripresa, su questo tema l’Ance è impegnata da tempo, e come Confindustria confidiamo nei risultati di questo lavoro. Nella nostra città rischio sismico e socio-economico formano un mix da allerta rossa - spiega il presidente di Confindustria Catania - eppure viviamo il paradosso di una città tra le più vulnerabili ma a rischio sismico “2”, cosa che limita l’accesso a importanti agevolazioni fiscali».

La sicurezza del territorio è centrale per l’intero sistema della città.
«La questione riguarda infatti non solo le imprese ma la tutela di migliaia di cittadini. Proseguire con fermezza l’azione di sensibilizzazione su questo tema a tutti i livelli deve essere un impegno collettivo. La rigenerazione del patrimonio immobiliare e architettonico ha immediati ritorni per la filiera edile, ma genera anche un valore enorme per la città. Noi, insieme ai colleghi dell’Ance, vogliamo essere parte attiva e propositiva di questo percorso». 

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