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Ricorso migranti, Nordio: «L'atto del giudice di Catania si puo' impugnare»

Il ministro della Giustizia si è così espresso su quello che è diventato un caso: il pronunciamento del giudice Apostolico sul trattenimento di tre migranti

Redazione La Sicilia

03 Ottobre 2023, 18:44

Caso giudice e migranti tribunale di Catania

Caso giudice e migranti tribunale di Catania

"L'ho già letto e credo che ci siano fondate ragioni per fare ricorso in Cassazione di concerto con il ministero degli Interni": lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio in merito al provvedimento del giudice di Catania che non convalidato il trattenimento di tre migranti. Lo ha fatto rispondendo all’ANSA a margine di un’iniziativa a Perugia. Il guardasigilli ha parlato di un provvedimento oggetto "di studio e valutazione nel merito».

«Questo provvedimento - ha detto ancora Nordio - è come tutti gli altri e impugnabile. Quindi credo che lo impugneremo perché anche da un punto di vista tecnico, avendo anche io una certa esperienza di magistratura, ritengo che ci siano fondati elementi d’impugnazione». L’intenzione del Governo - a quanto si apprende - è di procedere con il ricorso in Cassazione, entro i previsti 60 giorni, in considerazione del fatto che si ritiene la normativa italiana «del tutto coerente con quella europea e con il dettato costituzionale». Il ricorso è seguito dagli uffici del Viminale insieme all’Avvocatura dello Stato.

"Io penso che i magistrati devono evitare di fare politica e chi sta al governo deve scrivere bene le leggi". ha sostenuto Matteo Renzi a Porta a Porta in onda stasera su Rai1 sul giudice di Catania.

«Pochi giorni fa una Giudice catanese nella sua piena autonomia e indipendenza, a adottato un provvedimento che inevitabilmente mette in crisi la scelta, giuridicamente sconcertante e macroscopicamente anticostituzionale, di subordinare la libertà di persone che non hanno commesso alcun reato al pagamento di una somma di denaro». Lo affermano in una nota il segretario provinciale catanese e quello cittadino di Sinistra italiana Giolì Vindigni e Perpaolo Montalto, che aggiungono: «La reazione delle destre per noi è gravissima. Giornalisti ed esponenti politici legati al Governo - non curandosi delle regole costituzionali, che evidentemente hanno scelto di ignorare - hanno illegittimamente deciso di invadere la vita privata di una persona, di una Giudice sempre corretta e imparziale, per provare a delegittimare la scelta di un potere autonomo e indipendente, soggetto solo alla legge e alla costituzione. Un attacco inaudito e volgare che si è spinto fino all’incursione gravissima nelle scelte di vita e nelle idee politiche del coniuge. Che vergogna!"
«Ancora una volta abbiamo assistito al tentativo di piegare le istituzioni alla deriva, razzista e autoritaria, di uno schieramento politico che continua a mortificare le regole della democrazia parlamentare. Sinistra Italiana ritiene, pertanto, doveroso manifestare solidarietà a una Giudice che, in piena autonomia, ha rispettato e onorato il suo dovere costituzionale: giudicare nel rispetto della legge e dei sommi principi del nostro ordinamento».

Anche l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, nel giorno del decimo anniversario del naufragio del 3 ottobre 2013 al largo di Lampedusa, ha preso posizione sulla questione. "I rappresentanti del governo, anziché essere a Lampedusa a occuparsi del destino di migliaia di persone in mare e dall’altra parte del mare, preferiscono occuparsi di una persona sola: un giudice di Catania che ha fatto il suo lavoro secondo la legge e secondo coscienza, considerando illegittime - come già lo erano apparse agli occhi di tutti - quelle previsioni del Decreto Cutro che violano sia le norme europee sia innanzitutto la nostra Costituzione".

"Il giudice che manifesta il suo convincimento attorno all’oggetto di un procedimento, in sede diversa rispetto a quella dell’esercizio delle sue funzioni, dovrebbe astenersi. Lo prevede la norma, per evitare che sia messa in dubbio la sua imparzialità. Purtroppo, questo a Catania non è accaduto. Alla luce dei fatti, il governo fa bene a sostenere, con tutte le evidenze necessarie, il ricorso contro una sentenza inspiegabile, che ha portato al rilascio di quattro migranti tunisini”, ha dichiarato il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari.