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Catania

Congresso, da Catania avvocati chiedono inserimento ruolo nella "Magna Charta"

Di Redazione

Catania - Gli Avvocati chiedono compatti la modifica dell’art. 111 della Costituzione con l’inserimento del ruolo dell’Avvocato nella Magna Charta. Le cinque mozioni presentate su questo punto, tema centrale del XXXIV Congresso Nazionale Forense in corso a Catania, sono state approvate questo pomeriggio a stragrande maggioranza dei 660 delegati congressuali, dopo l’acclamazione già ricevuta ieri mattina alla presenza del Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. E chiedono di essere protagonisti i giovani avvocati che ieri hanno presentato due mozioni congressuali su mono committenza e società di capitali. Ad esprimere soddisfazione è stata tutta la dirigenza nazionale di Aiga e il presidente nazionale di Aiga, l’avvocato siciliano Alberto Vermiglio, dal palco, ha parlato anche della riforma del processo civile «che può coinvolgere nuove competenze per gli avvocati», chiedendo un «serio intervento sulla fiscalità».

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«I giovani non possono credere in una professione che vive di paura – ha detto – dobbiamo avere la prospettiva di crescere nel futuro. L’avvocatura non è statica, è dinamica». Quindi un richiamo all’unità. «Dobbiamo confrontarci ma abbiamo il dovere di uscire uniti e forti. Dobbiamo guidare le riforme senza subirle».

Ma Vermiglio ha parlato anche del recupero delle competenze dell’avvocatura e l’obbligo di trattare temi alti e attuali. Dall’equo compenso ai parametri minimi obbligatori «a tutela della dignità della nostra professione», ha detto a nome di tutti i giovani avvocati italiani. «È arrivato il momento di voltare pagina, è arrivato il momento che l’avvocatura intraprenda una battaglia seria contro le Pubbliche Amministrazioni che emanano bandi di servizi legali con compensi zero, lesivi della nostra dignità. Si recuperino il valore della nostra competenza».

Vermiglio, che a margine dei lavori ha ricordato l’impegno di Aiga sul tema dell’edilizia giudiziaria, ha toccato anche altri aspetti della professione come quello del gratuito patrocinio («Gli avvocati, soprattutto quelli giovani, hanno bisogno che sia un reale strumento a servizio della tutela dei diritti») e dell’accesso alla pratica forense che per l’avvocato Vermiglio «deve essere riformata, è un momento fondante della crescita dei giovani».

Dopo la richiesta a Ordine e Cassa Forense di guardare con più favore ai giovani aiutandoli in un momento delicato di crisi ecco il richiamo forte alla platea sul tema della deontologia. «Si tuteli davvero la serietà della professione contro quei colleghi che non hanno rispetto delle regole deontologiche e che squalificano tutti noi. I giovani ci sono, siamo tanti, ascoltateci».

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