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Badge con impronte, confermata multa alla Dusty: schedava dipendenti

Con la pronuncia della Cassazione diventa definitiva la sanzione da 66mila euro: doveva essere richiesta l'autorizzazione del Garante per la privacy

Badge con impronte, confermata multa alla Dusty: schedava dipendenti

ROMA - Confermata, dalla Cassazione, la multa di 66mila euro per violazione delle norme sulla privacy a carico di una società di Catania - la "Dusty" che opera nel settore della raccolta dei rifiuti - "colpevole" di non aver chiesto al Garante della riservatezza l’autorizzazione alla raccolta delle impronte della mano per rilevare, tramite un badge, le presenze dei dipendenti.

Con il verdetto, la Suprema Corte ha accolto il ricorso del Garante contro il Tribunale di Catania che aveva ritenuto la "Dusty" non avesse violato norme poichè non era stato effettuato alcun trattamento dei dati, non essendoci una banca dati. E poi, perchè «non ogni volta che in qualunque attività vengano coinvolti dati personali e/o biometrici si ha per ciò solo trattamento di quei dati nei modi rilevanti per la normativa».

Per la Cassazione, è «irrilevante, ai fini della configurabilità del trattamento di dati personali, la mancata registrazione degli stessi in apposita banca dati, essendo sufficiente anche una attività di raccolta ed elaborazione temporanea». 

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