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Ordine medici di Catania, 3 liste in campo: “giallo” su una quarta rigettata

In campo i professori Giannone e Piazza e la dottoressa Serafina Strano rimasta vittima, un anno fa, di una violenza sessuale subita nell'ambulatorio della guardia medica di Trecastagni

Ordine medici di Catania, 3 liste in campo: “giallo” su una quarta rigettata

Catania - Gli iscritti all’Ordine dei medici si recheranno alle urne, per il rinnovo della presidenza e del consiglio direttivo, il prossimo 31 ottobre e l’1, 2, 3 novembre. Sabato 20 sono invece scaduti i termini per la presentazione delle liste e nella sede di via Ruggero di Lauria sono state depositate 4 liste, ma una di queste, alla fine, non sarebbe stata accettata per cavilli relativi al numero dei supporter. Proprio questa esclusione avrebbe alimentato sospetti tra i medici in merito a presunti tentativi di alcuni di presentare alcune lista “civetta” per evitare il raggiungimento del quorum al primo turno e poi giocarsi la partita in seconda convocazione (si vocifera per il Ponte dell’Immacolata) a favore di una lista ben definita. Ma questi sospetti sarebbero soltanto frutto di supposizioni. Il segno evidente, invece, è il clima che si respira alla vigilia del rinnovo delle cariche. Un’aria tuttora rovente che sconta ancora lo scontro senza esclusione di colpi che ha portato alle dimissioni anticipate dell’ex presidente prof. Massimo Buscema.

Ma veniamo ai fatti. La prima lista ad essere depositata è stata quella di «Giannone presidente». Si tratta dell'elenco collegato al primario di Oncologia dello Iom, prof. Giorgio Giannone che è l’unico candidato ufficiale presidente sceso in campo. Nella lista a lui collegata figurano, tra gli altri, i 4 ex consiglieri soprannominati “dissidenti” nel recente scontro con l’ex presidente Buscema. Si tratta dei dottori Antonio Rizzo, Lucio Di Mauro, Lia Lo Gerfo ed Emanuele Cosentino. In campo con Giannone anche il primario di gastroenterologia dell’ospedale di Acireale, Giovanni Magrì. Oltre alla Lista Giannone sono state depositate le liste «Ordiniamoci» e «Andiamo Avanti».

Nella prima (Ordiniamoci) i nomi di prestigio che spiccano sono quelli del chirurgo Diego Piazza, oggi primario al Garibaldi Nesima e quelli della primaria di Senologia al Cannizzaro, Francesca Catalano (moglie del rettore prof. Basile) e quello dell’infettivologo del Cannizzaro Giuseppe Liberti. Sia la Catalano che Liberti sarebbero consulenti sanitari dell’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza. E proprio questo ruolo avrebbe fatto storcere il naso ai sostenitori del prof. Giannone che avrebbero definito la lista “Ordiniamoci” “vicina” alla linea del governo Musumeci.

L’altra lista in campo, «Andiamo Avanti» è stata sponsorizzata dall’Otorinolaringoiatra del Policlinico Gianluca Albanese e al suo interno ha anche la dottoressa ginecologa dell’Asp, Serafina Strano, rimasta vittima nel settembre di un anno fa nella brutale aggressione alla Guardia medica di Trecastagni.

Sia la lista «Ordinamoci» che quella di «Andiamo Avanti» non hanno indicato un candidato presidente, ma è chiaro, qualora la lista Ordiniamoci dovesse avere la maggioranza, che successivamente il presidente sarà scelto prelevandolo dalla terna di nomi Piazza, Catalano e Liberti. E arriviamo alla quarta lista che sarebbe stata poi ritirata all’improvviso. Si tratta della lista di riferimento dei dott. Carlo Sciacchitano, medico dell’Inps e figlio dell’ex presidente Giansalvo Sciacchitano e del dott. Riccardo Spampinato segretario della Cimo. La lista prima della chiusura dei termini non si capisce ancora se sia stata ritirata oppure è stata rigettata per cavilli procedurali. Ma è bastato questo passaggio per alimentare congetture e proteste, segno evidente che la campagna per il rinnovo dell’Ordine è cominciata all’insegna delle divisioni.

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commenti 2
  • Urologo

    23 Ottobre 2018 - 20:08

    L'ordine dei medici mostra quanto sia antidemocratico, creato per favorire le note oligarchie in cui figurano parenti di figure baronali universitarie che oltre al bell'aspetto non si sono distinti neanche a livello provinciale per l'attività scientifica vivendo di connivenze e favori dei politici in auge. Poi ci sono altri attori, che si fanno chiamare professori ma seppur molto bravi e avrebbero meritato di diventare ordinari sono stati solo ricercatori e hanno lasciato l'università per crearsi delle banche all'interno di ospedali pubblici. Le attuali norme di votazione sono illeggittime e risalgono al 1900, incapaci di esprimere la corretta volontà elettorale di oltre 15000 iscritti all'ordine. Tutto questo porta alla oligarchia non alla democrazia.È quindi indispensabile non fare liste alternative ma non votare per non raggiungere il quorum elettorale solo così possiamo evitare che le solite lobby continuino a fare solo i loro interessi comehanno fatto fino ad ora.

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  • Urologo

    23 Ottobre 2018 - 21:09

    È ora di finirla di comandare col 2 per cento dei voti amministrando centinaia di miliono di euro (EMPAM). Non facciamoci raggirare ne intimorire dai soliti baroni e dei politici. Sarebbe più democratico introdurre il voto elettronico da casa.

    Rispondi

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