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Dissesto a Catania, Fava: «La città non paghi il fallimento della politica»

Il deputato regionale: «Chiediamo interventi urgenti a Musumeci ed al governo nazionale e una consapevolezza sulla gravità della situazione che, ad oggi, pare assente»

Catania: otto nuovi dirigenti al Comune «Così si attuerà il Comune Amico»

Municipio di Catania in Piazza Duomo

CATANIA - «Le 20 pagine della relazione del Procuratore delle sezioni riunite della Corte dei conti di Roma, con cui è stata rigettata la richiesta di annullamento della dichiarazione di dissesto per il Comune di Catania, certificano il fallimento di un’intera classe politica. Adesso non possono essere i cittadini a pagare un salatissimo conto, nel disinteresse del governo regionale e nazionale». Lo dichiara il deputato regionale Claudio Fava.

«Il dissesto - aggiunge Fava - rischia di tradursi nella chiusura di servizi essenziali per i cittadini catanesi, nell'aumento delle già alte tariffe, nella perdita di posti di lavoro in una realtà già aggredita dalla crisi. Chiediamo quindi interventi urgenti a Musumeci ed al governo nazionale e una consapevolezza sulla gravità della situazione che, ad oggi, pare assente».

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commenti 1
  • ASTOLFO

    09 Novembre 2018 - 06:06

    Fava, come al solito, si sbaglia: non è vero che a Catania la politica ha fallito, perché al contrario ha trionfato. Cos'è infatti la politica in democrazia? È fare la volontà del popolo, e questo disastro è il frutto dei politici scelti dagli elettori proprio perché disponibili ad ogni illegalità. Il pesce puzza dalla coda, cioè dal popolo, non dalla testa. I casi sono due: o i siciliani non sono incapaci di esprimere una classe dirigente onesta, o vogliono proprio questo per ottenere da questa classe dirigente la protezione della propria illegalità, come accade nel caso eclatante dell'abusivismo. Quale politico resisterebbe un solo minuto in Sicilia se reprimesse davvero l'illegalità e facesse concorsi o aste non truccati? Guardatevi allo specchio, e saprete chi è il colpevole di tutto!

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