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Catania

Catania, paura a San Berillo: rissa tra africani che si contendono territorio

Di Concetto Mannisi

Catania - L’allarme lo avevamo lanciato alcune settimane addietro, raccontando della tensione crescente fra gruppi di nazionalità diversa. Da una parte i senegalesi, che vivono prevalentemente di commercio e che a Catania rappresentano una comunità molto ben integrata; dall’altra i gambiani, che in città sono presenti da qualche anno e che, è amaro constatarlo, sono spesso soliti mettersi nei guai. Ospiti di comunità in cui attendono un permesso per restare nel nostro Paese, si guadagnano loro malgrado la ribalta delle cronache per furti e scippi, nonché, soprattutto, per lo spaccio di stupefacenti gestito proprio a San Berillo. Là dove col trascorrere dei mesi sono diventati tanti, tantissimi. Perché lo spaccio, anche a questi livelli, a Catania rende.

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Il fatto è che proprio lo spaccio non viene tollerato dai senegalesi, che vorrebbero gestire i loro affari in tranquillità e, comunque, con i gambiani ben distanti. Ciò mentre proprio i gambiani cercano nuove aree in cui piazzare i loro pusher.

E così è puntualmente accaduto che ieri pomeriggio in 60 si sono fronteggiati fra la via Pistone e la via Reggio: sono balenate anche le lame di alcuni coltellacci (uno è stato sequestrato) e la tensione è andata alle stelle. L’arrivo in forze di polizia ed esercito ha evitato che la situazione degenerasse. Ma si può andare avanti così?

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