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Catania

Aci Castello, il ponte a rischio crollo che può paralizzare tutta l'area metropolitana di Catania

Di Cesare La Marca

ACI CASTELLO - Maledetti ponti, grandi e piccoli, necessari ma costruiti decenni addietro nel punto sbagliato - su terreni argillosi che rischiano di franare, o peggio sul letto di corsi d’acqua che s’ingrossano con le piogge - e che prima o dopo presentano il conto da pagare, più o meno pesante, qualche volta drammatico.

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Stavolta tocca ad Aci Castello, territorio già fragile che soprattutto nella stagione delle piogge convive col rischio idrogeologico della collina argillosa e super cementificata al confine con Aci Catena, diventare l’ennesimo emblema di una Sicilia dissestata e lanciare un allarme che va ben oltre i confini del centro rivierasco; tutto per un piccolo ma indispensabile ponte di una dozzina di metri e largo appena cinque, quello di via Spagnola, sulla ex Statale 114, su cui rischia di restare incastrata, da lunedì, la viabilità di una buona parte dell’area metropolitana di Catania, e la mobilità che coinvolge una serie di comuni e un vero e proprio esercito di pendolari da e verso Catania, con ricadute consistenti e ancora difficilmente valutabili sull’economia legata ai trasporti pesanti di merci e prodotti alimentari, considerato che il transito sarà interdetto con viabilità alternativa obbligata per tutti i camion oltre i 35 quintali, mentre le stesse linee extraurbane, come l’Ast, stanno già provvedendo a garantire i collegamenti con pulmini più “leggeri” da 19 posti, perché chissà per quanti mesi i bus non potranno attraversare il ponte di via Spagnola.

«Stiamo facendo tutto il possibile ma non possiamo essere lasciati soli in questa situazione», dice allarmato il sindaco di Aci Castello Filippo Drago. «Da anni c’erano problemi per il ponte che fu costruito dall’Anas oltre mezzo secolo fa su un corso d’acqua e su un terreno argilloso, ora i rilievi con i vetrini dei tecnici del Genio civile hanno accertato un allargamento delle fenditure, due o tre tiranti su sette si sono staccati, e dunque si renderà necessario da lunedì limitare la viabilità a un’unica corsia centrale, esclusi i mezzi oltre 35 quintali, con semaforo alternato nei due sensi di marcia. Chiediamo la collaborazione di tutti i comuni vicini - aggiunge Drago - la nostra stima è che la viabilità ridotta sull’ex Statale 114 riguarderà potenzialmente 300mila pendolari tra i comuni di Acireale, Valverde, San Gregorio, Aci Catena e Catania, con ricadute su tutta la costa jonica fino al Giarrese. Da oggi potenzieremo la segnaletica indicando la viabilità alternativa anche con cartelli luminosi per “aggirare” il ponte, da via Parafera e via Vampolieri verso Acireale, e da via Scalazza e via Dusmet da Aci Trezza verso Catania, ma lo stesso dovranno fare i comuni vicini, altrimenti qui confluirà un traffico che non potrà essere smaltito».

Una situazione che è già di preallarme, insomma, in un’area fragile su cui si concentrano peraltro opere molto delicate.
«Qui abbiamo il cantiere del collettore, quello della condotta pluviale di via Litteri, e ancora la prossima messa in sicurezza dell’alveo del torrente Barriera, con demolizione e ricostruzione di un tratto di via Livorno».

Da Aci Castello, intanto, è già stato lanciato un Sos alla Regione. «Ho appena scritto al governatore Musumeci - dice Drago - non possiamo affrontare questa emergenza da soli, ho chiesto che in base al recente decreto regionale che costituisce un Ufficio speciale per queste criticità, si possa accelerare la convenzione per il supporto di un ingegnere specializzato, del quale avremo bisogno per la messa in sicurezza del ponte. Bisognerà anche capire se basterà una manutenzione straordinaria, o se si dovrà demolirlo e ricostruirlo». Lunedì, intanto, scatterà l’ora X, e mai come in questo caso serviranno misure da area metropolitana, perché Aci Castello è davvero troppo piccolo per un problema così grande.

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