Così avvenivano le ordinazioni al panificio, Mcdrive della droga: «Me la sistemi quella buona?»
Le telecamere dei carabinieri piazzate davanti al forno di Pippo Puglisi, arrestato ieri nella retata di Catania
«Peppino, ciao. Tutto a posto?». Non ci sarebbero state solo le vendite al dettaglio. Il fornaio Pippo Puglisi avrebbe anche rifornito di cocaina altri pusher che a loro volta l’avrebbero rivenduta. E tra gli spacciatori che si sarebbero rivolti al panetteriere puntese, arrestato ieri nel blitz “Non solo pane” dei carabinieri, ci sarebbe stato anche Angelo Cannavò. In una delle intercettazioni finite nell’ordinanza del gip Luigi Barone si ben comprende che l’indagato, anche lui in manette nella stessa operazione, fosse rimasto a secco di cocaina. E così dopo una consegna si fosse recato al panificio gestito da Puglisi. Ma per evitare un viaggio a vuoto, avrebbe fatto la classica telefonata di controllo: «È pronta?». Una volta ricevuta la risposta affermativa, il suggerimento di Puglisi sarebbe stato quello «di entrare nel panificio e acquistare - scrive il gip- mezzo chilo di pane». I clienti abituali del panificio però sono semplici assuntori di droga. «Pippo, me la puoi sistemare un poco di quella buona?», è l’ordinazione di un acquirente esigente. L’appuntamento per la vendita è per le 21.
I carabinieri piazzano le telecamere in via Valverde a San Giovanni La Punta. La stradina chiusa permette di poter concludere gli affari lontani da occhi indiscreti. Ma i militari sono riusciti a registrare i momenti in cui i clienti escono dal forno con il sacchetto bianco del pane, dove all’interno invece di una calda pagnotta c’è «il pippotto» da sniffare. E per avere riscontri gli investigatori fermano anche qualche compratore. Una volta portano in caserma una donna, già conosciuta da chi sta lavorando alle indagini. Chi l’ha inviata da Puglisi lo avverte: «Auh cugino, ascolta, non gli… incompr… la cosa perché hanno fermata a quella, hai capito?».
Il panettiere cerca in tutti i modi di stare attento. Puglisi va su tutte le furie con un cliente che arriva «in compagnia di altre persone mettendo al rischio la sua copertura con il fatto che terzi non conosciuti avessero la consapevolezza - argomenta Barone - che nel panificio si vendeva la droga». «Ma tu fatti lasciare… o ti fai lasciare qua o dietro direttamente… non lo puoi fare così…». L’acquirente cerca di rassicuralo visto che l’automobilista ha fatto inversione di marcia: «Gli ho detto …gira la macchina…». Strategia, a quanto pare, poco efficace.