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Catania, in "vista" i soldi per gli stipendi
dei dipendenti di Comune e partecipate

Sul nostro quotidiano oggi in edicola, il via libera della Giunta regionale a uno stanziamento di 20 milioni di euro a favore della municipalità etnea. Il decreto ora alla Commissione finanze dell'Ars e poi entro venerdì 30 al voto dell'Aula per l'approvazione definitiva

Si è insediato il commissario ad acta al Comune di Catania per il bilancio 2015

Municipio di Catania in piazza Duomo

CATANIA - Via libera dalla Giunta regionale al provvedimento finanziario in favore di Catania. Ieri pomeriggio il governo Musumeci ha dato il suo benestare alla misura legislativa che adesso andrà in Commissione finanze e poi subito dopo, entro il 30 novembre (come è stato sostenuto più volte), all'Ars per l’approvazione definitiva.

Secondo quanto emerge, il decreto è suddiviso in due punti. Il primo prevede un contributo a fondo perduto, in favore della città etnea in dissesto, del valore di 10 milioni. Il secondo prevede un fondo di 20 milioni dal quale attingeranno tutti i Comuni siciliani falliti per consentire di provvedere ai pagamenti non rispettati. Una consistente parte di questo fondo - si vocifera nell'ordine di 10 milioni - arriveranno a Catania, sotto forma di anticipazioni 2019. Complessivamente nel capoluogo etneo entro il 15 dicembre (e sembra non oltre) dovrebbero dunque arrivare 20 milioni che consentiranno alla Giunta Pogliese di pagare almeno una mensilità e di pianificare i prossimi stipendi, grazie anche agli introiti che arriveranno dalla rata in saldo dell'Imu, che si incasserà proprio a metà dicembre.

Per il resto l’impressione che si ha è che la Giunta Pogliese, al momento, navighi a vista, in attesa che si svolgano alcuni passaggi fondamentali per rimettere in sesto la città dopo la pesantissima batosta del dissesto al quale, sino a un anno fa, nessuno o quasi credeva o voleva non credere mettendo finanche la testa sotto la sabbia. Il prossimo passaggio fondamentale di questo “tour de force” sino alla fine dell’anno prevede l’approvazione in Consiglio del rendiconto 2017, già approvato dalla Giunta. Il via libera permetterà di bussare alla porta del governo nazionale - che finora non ha fatto nulla per la città, nonostante le ripetute rassicurazioni - e ottenere l’ultima tranche del fondo di solidarietà che secondo alcuni dovrebbe ammontare a una trentina di milioni, mentre sull'ammontare certo né dalla Ragioneria né dall'assessorato al Bilancio sono mai arrivate cifre esatte. Il secondo step prevede entro il 15 dicembre l’approvazione - sempre in Consiglio - della dichiarazione ufficiale del dissesto finanziario, che aprirà le procedure per la nomina di una commissione liquidatrice che avrà il compito di avviare le transazioni con i creditori.

Archiviati questi due passaggi, è chiaro che saranno le prossime scelte dell’amministrazione a dire che strada di risanamento si intende imboccare, perché non c’è dubbio che non si potrà continuare a spendere di più di quanto si incassa. Il primo punto verterà sull'avvio di una lotta senza quartiere agli evasori tributari che oggi - secondo quanto più volte detto dall'amministrazione - ammontano al 50%. Poi bisognerà capire se dal governo arriveranno decisioni in merito a procedure per contrastare l’evasione e sulla proposta di inserire nella bolletta della luce alcune voci delle tasse locali. E infine bisognerà prepararsi a stilare un bilancio in equilibrio che prevederà tagli e maggiore oculatezza nell'utilizzo delle risorse, ricordando che il prossimo Bilancio passerà al vaglio dei tecnici del ministero che dovranno approvarlo.

Intanto restano tesi i rapporti tra una parte dei lavoratori comunali e i sindacati, che sono sfociati nelle proteste durante la manifestazione di lunedì a palazzo Platamone. Tanto che una parte di questi lavoratori ha deciso di andare in Comune, riuscendo ad avere un incontro col vicesindaco Bonaccorsi. Le contestazioni riguardano i presunti silenzi dei sindacati che in questi ultimi anni non hanno fatto sentire il fiato sul collo alle amministrazioni che si sono succedute, come se tutto fosse gestibile nonostante le note della Corte dei conti.

Sul fronte politico, invece, la polemica sulle responsabilità si è spenta e al momento non si sa se la città conoscerà gli autori di un simile disastro dei conti. Mentre se, nel frattempo, un comune mortale avesse rubato una sola mela....  

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