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Catania

Arresto Russo Morosoli, sull'Etna ora si teme per occupazione e turismo

Di Chiara Mazzaglia

NICOLOSI - Il polverone sollevato dalla notizia dell’operazione “Aetna” sul monopolio nella gestione delle escursioni, ha invaso anche la piazza nicolosita. Per tutto il giorno di ieri, ma anche oggi, non si è fatto altro che parlare di quella che in tanti hanno definito “notizia bomba” e dei provvedimenti cautelari che hanno interessato i vertici e le attività del gruppo imprenditoriale facente capo a Francesco Russo Morosoli, proprietario della Funivia dell’Etna. L’aspetto che più preoccupa la comunità è quello legato alle ripercussioni che tutto l’accaduto potrebbe far riversare su una fetta importante del comparto economico del paese, legato da sempre all’occupazione ed alle attività turistiche svolte sull’Etna.

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L’opinione pubblica ha mostrato rabbia per l’ingente danno di immagine che una notizia del genere arreca alla “Porta dell’Etna” conosciuta in tutto il mondo, stupore nel sapere che tra i nomi delle persone indagate potrebbe esserci anche quello del sindaco Angelo Pulvirenti e dispiacere per le angherie che avrebbero subito i giornalisti di Ultima tv. Se, da una parte, le reazioni della gente non si sono fatte attendere, dall’altra quelle politico-istituzionali hanno stentato ad arrivare: probabilmente è ancora troppo presto per le prese di posizione o forse si è scelto di attendere gli ulteriori sviluppi delle indagini. Alla luce dell’accaduto e dei risvolti della vicenda, la giunta comunale ed il gruppo consiliare di maggioranza hanno scelto di mantenere il massimo riserbo non rilasciando alcuna dichiarazione in merito.

Diversamente, il consigliere comunale Giuseppe Di Mauro, anche capogruppo del gruppo consiliare di minoranza “Io amo Nicolosi”, ha dichiarato di essere fortemente preoccupato per l’aspetto relativo all’occupazione di molti lavoratori nelle società coinvolte dall’inchiesta. «Il mio primo pensiero - ha dichiarato Di Mauro - va ai lavoratori e spero non ci vadano di mezzo i posti di lavoro ed il mantenimento di numerose famiglie. Per il resto, confido nella giustizia che farà il suo corso».

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