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Catania

Catania non sì dà pace per Raffaele, i compagni: «Sarai sempre con noi»

Di Maria Elena Quaiotti

CATANIA - «Lottare e perdere è brutto, ma perdere senza lottare è peggio»: firmato Raffaele Barresi. Sì, proprio Raffaele, il ragazzo stroncato da un infarto venerdì scorso a soli 17 anni mentre era in classe, la IV Bs del “Principe Umberto di Savoia”. Lui era un lottatore nel vero senso della parola, avendo militato per anni nell'Asd Lotta Club Jonio di Catania, diventando una promessa, ma dovendosi fermare proprio per problemi al cuore.

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I soccorsi sarebbero stati immediati: la prima a intervenire la preside Mariella Raciti, che avrebbe personalmente praticato il massaggio cardiaco e utilizzato il defibrillatore in dotazione all'istituto aspettando l'arrivo dell'ambulanza del 118, con i sanitari che non hanno potuto che constatare il decesso del ragazzo. «Su ogni ambulanza è presente il defibrillatore», chiarisce Isabella Bartoli, responsabile Sues 118, fugando qualsiasi polemica.

L’incredulità e il dolore per l’improvvisa scomparsa di Raffaele è percepibile tra i suoi compagni di classe e di scuola, tra i professori e il personale amministrativo: al “Principe Umberto” gli studenti sono 1.500 e non si possono conoscere tutti, ma tutti sono stati colpiti dalla tragedia. Un dolore che ha toccato trasversalmente non solo tutte le scuole cittadine, che ieri alle 11,15 hanno rispettato un minuto di silenzio, ma anche l'intera città, «scossa da quanto accaduto», sottolinea il sindaco Salvo Pogliese. «Non abbiamo risposte da offrire di fronte al dolore di una morte così improvvisa», aggiunge Pogliese che esprime la sua vicinanza alla famiglia e ai ragazzi del "Principe", di cui è stato studente e dai quali si recherà martedì mattina alle 8. «A 17 anni - dice ancora il sindaco - si dovrebbe prendere a morsi la vita, Raffaele era un giovane vitale e che si faceva voler bene».

«Siamo ancora scioccati - commenta il genitore di uno studente, tra i tanti che ieri erano andati a prendere i loro figli, presenti a scuola anche solo per deporre un fiore sul banco di Raffaele - Appena ho appreso la notizia ho pensato a mille cose in un secondo: i soccorsi, la reazione dei ragazzi, per i quali non sarà facile ricominciare, il dolore dei genitori ai quali ci sentiamo tutti vicini».

Gli occhi lucidi dei ragazzi dicono molto di più delle loro parole: «Siamo tutti sconvolti, sia chi ha assistito alla tragedia, sia chi lo ha saputo dopo. Ora è il momento del silenzio, Raffaele sarà sempre con noi».

«Il cordoglio sincero va prima di tutto alla famiglia. Chi è genitore sa cosa significa - commenta l’assessore alla Sanità, Giuseppe Arcidiacono, che è anche primario di Cardiologia al Garibaldi - queste situazioni purtroppo capitano, le alterazioni della morfologia del cuore presentano alcune complicazioni anche fatali e a qualunque età, perfino negli sportivi, se pur con percentuali minime, pari all'1-2%, proprio perché sottoposti a controlli più accurati. Oggi il defibrillatore è fondamentale, bisogna insegnarne l'utilizzo e deve essere presente nelle aree dove ci sono molte persone, quindi scuole, strutture sportive, grandi centri commerciali. Non sempre è possibile prevenire, ma va diffusa la cultura del primo soccorso come il massaggio cardiaco e i corsi Blsd (supporto di base delle funzioni vitali)».

«Mi impegno personalmente a incontrare i dirigenti scolastici per programmare corsi di primo soccorso e di utilizzo del defibrillatore - aggiunge Sara Pettinato, presidente della Commissione consiliare Sanità - in modo tale da istituzionalizzarli, anche attraverso l'alternanza scuola-lavoro o prevedendo qualche ora di volontariato in strutture sanitarie. I ragazzi devono capire e superare la paura per arrivare alla cultura dell’amico-medico, specialmente in questo periodo storico nel quale invece si assiste anche ad aggressioni a personale sanitario. Verificheremo inoltre la presenza di defibrillatori in tutti gli istituti scolastici».

«Raffaele era un atleta con grandi prospettive sportive - commenta ancora incredulo l’assessore allo Sport, Sergio Parisi - una vera promessa della lotta greco romana. Ad alti livelli le visite mediche sono più accurate e aveva scoperto di avere problemi al cuore, fermandosi. Il mondo dello sport si stringe alla famiglia e ai suoi cari».

I funerali di Raffaele si terranno domani lunedì 3 dicembre alle 15.00 nella chiesa parrocchiale dello Spirito Santo a Nesima in via Pacinotti. Hanno già annunciato la loro presenza il sindaco Salvo Pogliese e gli assessori Arcidiacono e Parisi.

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