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Catania, stipendi più vicini per comunali: tredicesime in forse

Dopo l'approvazione del rediconto 2017, con la conferma di una voragine nei conti di 642 milioni di euro, il sindaco Pogliese si dice fiducioso sul pagamento delle spettanze ai dipendenti. Si attendono dallo Stato 29 milioni di euro

Catania, stipendi più vicini per comunali: tredicesime in forse

Salvo Pogliese, sindaco di Catania

Catania - C’è un particolare curioso che vale la pena di raccontare nell’ambito dell’approvazione in Consiglio del Conto consuntivo 2017. Non appena i consiglieri, lunedì sera, hanno detto sì al rendiconto “monstre” dal valore negativo di 641milioni 923mila euro, il sindaco Pogliese ha dato disposizione agli uffici di chiamare in Comune un impiegato che è tornato al palazzo di città e in nottata ha provveduto a preparare e inviare la delibera approvata (con 26 voti favorevoli) al ministero dell’Interno per chiedere il pagamento dell’ultima tranche 2018 del fondo di solidarietà che ammonta a 29 milioni. Come abbiamo scritto qualche giorno fa è ormai una corsa contro il tempo per arrivare, a breve, forse entro questa settimana, ad ottenere questa somma che permetterebbe all’amministrazione di pagare, a quanto pare, due mensilità ai lavoratori: quelle di ottobre e di novembre. E poi attendere l’arrivo dei 20 milioni regionali (sembra anche questi entro pochi giorni, sempre che l’Ars approvi la legge nella seduta di domani) per saldare tredicesime e dicembre. L’obiettivo del sindaco è di arrivare entro il 15 di questo mese ad avviare il pagamento per consentire a migliaia di famiglie (comunali, lavoratori di partecipate, cooperative e aziende fornitrici) di trascorrere un Natale più sereno dopo settimane di tensioni.

Adesso la palla passa al ministero e si saprà tra qualche giorno - speriamo visto che al momento nessuno al “palazzo” vuole sbilanciarsi sui tempi - se le promesse fatte dal sottosegretario Stefano Candiani al sindaco, e cioè tempi brevi per il versamento della somma che spetta alla città, saranno rispettate o no. In questa vicenda - come già detto più volte - bisogna esser chiaro che non devono certamente pagare i lavoratori, ma semmai quella politica che nel corso degli anni ha aggravato, sino al disastro totale di oggi, lo stato delle casse che ormai da anni appariva, evidente nonostante in molti abbiamo messo la testa sotto la sabbia. Chissà forse con la speranza che alla fine sarebbe arrivata una nuova “manina” dallo Stato come avvenne nel 2008 con i 140 milioni. A fine seduta il sindaco Pogliese ha ringraziato «quanti hanno operato, a vario titolo, per garantire che i lavori d’aula si potessero svolgere in via d’urgenza così da poter attingere al saldo del contributo di solidarietà del Ministero dell’interno così da garantire il pagamento delle spettanze arretrate alle migliaia di famiglie dei dipendenti del comune, delle partecipate, delle cooperative, rimasti senza stipendio per la carenza di liquidità delle casse».

Duro invece l’intervento del vicesindaco e assessore al Bilancio, Roberto Bonaccorsi, che ha attaccato, in particolare, la precedente amministrazione, quella dell’ex sindaco Enzo Bianco, oggi consigliere e lunedì sera assente in Aula: «Questa Amministrazione si è trovata nella peculiare situazione di presentare un documento che fotografa una situazione, alla data del 31 dicembre 2017, scaturente da scelte politiche ed amministrative fatte da altri amministratori. Tale situazione se da una parte può essere ritenuta fisiologica in considerazione dell’avvicendamento politico conseguente alla tornata elettorale, dall’altro poteva essere evitata se il Rendiconto fosse stato approvato entro il 30 aprile 2018. La singolarità della situazione pertanto non consente ad una Giunta da poco insediatasi di esprimere valutazioni di efficacia sulla base di risultati che non ha concorso a determinare, in quanto frutto dell’azione politica operata dalla precedente amministrazione, alla quale devono essere riferite le responsabilità sull’efficacia dell'azione condotta e dei risultati conseguiti. Tuttavia, noi, nuovi Amministratori ci siamo fatti carico dell’intervento richiesto dalla Corte dei Conti con la deliberazione n.154 del 4 maggio 2018, adottando misure correttive, per la parte di competenza 2017, nel rendiconto contabile della gestione dello stesso anno». Da registrare che dopo il lungo dibattito i consiglieri dei 5Stelle sono usciti dall’aula, non prendendo parte alla votazione.

Dai dati che emergono dalla delibera del rendiconto, il risultato della gestione in conto residui e in conto competenza dell’esercizio finanziario 2017 indica un valore negativo di 641 milioni 923 milioni di euro. Davvero una voragine sulla quale la città deve sapere se esistono responsabili. Lo ha richiesto qualche giorno fa anche il sottosegretario Stefano Candiani aggiungendo che l’operazione verità su un passivo enorme pari a 1 miliardo e quasi 600 milioni servirà ad evitare che si ripetano gli stessi errori che poi finiscono per incidere nella carne viva dei lavoratori e dell’economia della città.

Intanto sul fronte dei sindacati è caduta finora nel vuoto la forte richiesta di concertazione che è venuta dai sindacati Cgil,Cisl, Uil e Ugl nei confronti del sindaco e del vicesindaco e assessore al Bilancio, Bonaccorsi, affinché arrivino risposte chiare sul pagamento degli stipendi. I sindacati davanti al silenzio hanno ipotizzato di ricorrere, ad estremi rimedi, anche allo sciopero generale.

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