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Sesso orale a paziente durante terapia dermatologica: abbreviato dopo il no al patteggiamento

Una paziente ha denunciato nel 2022 il professionista, che però respinge l’accusa. L’avvocato di parte civile: «Fatti gravi»

23 Marzo 2024, 15:13

Blocco dei beni per manager sanità Palermo

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Violenza sessuale. E ci sono anche le aggravanti della «minorata difesa» e «dell’abuso di prestazione d’opera». Un dermatologo che opera privatamente sta affrontando l’udienza preliminare davanti al gup. La procura ha fatto richiesta di rinvio a giudizio ma il processo si celebrerà con il rito abbreviato, così come chiesto dalla difesa.

La vicenda giudiziaria è delicatissima. Bisogna andare indietro di un anno e mezzo. La vittima ha diverse patologie, alcune anche non riconosciute, che la “costringono” a dover ricorrere a una terapia di medicina dermatologica di tipo strumentale (cioè con il ricorso a un macchinario). Dopo diverse ricerche la ragazza riesce a localizzare un centro medico dove già in realtà aveva fatto altre sedute dermatologiche ma per altre terapie.

Passano i mesi e la giovane non è totalmente soddisfatta dei risultati. E così manda dei messaggi al dermatologo cercando di fissare un appuntamento. La prima data utile ipotizzata dal professionista alla donna non andava bene per motivi di lavoro, quindi tutto è rinviato di qualche giorno. Un pomeriggio che per la trentenne si è trasformato in un incubo. Il medico, che avrebbe fatto delle battute anche poco professionali alla paziente, nella fase preparatoria alla terapia avrebbe cominciato a praticare “sesso orale”. La donna ha immediatamente preso la testa dell’uomo, l’ha allontanato. Si è rivestita, ha cominciato a urlare e inveire contro ed è uscita fuori chiamando le forze dell’ordine. Visite ospedaliere, denunce, messaggi sui social. «Io ho denunciato perché non potevo stare in silenzio».


Quando asserito dalla paziente è stato respinto dal professionista che ha raccontato una dinamica completamente diversa ai magistrati. L’indagine si stava per chiudere con un patteggiamento a fronte di un paventato pagamento di un risarcimento alla parte offesa. Il legale della ragazza ha depositato una memoria e si è arrivati all’udienza preliminare, dove l’avvocato Christian Giardina - che assiste la vittima - si è costituito parte civile. Martedì è stata invece formalizzata la richiesta di accesso al rito alternativo e quindi il gup ha rinviato al prossimo

«Prendiamo atto della scelta, da parte dell’imputato, di definire il processo con il rito abbreviato dopo che gli è stato rigettato il patteggiamento a 8 mesi e gli sono state contestate successivamente due aggravanti da parte della procura. I fatti consumati ai danni della mia patrocinata sono inaccettabili e di estrema gravità. La difesa tecnica, a difesa della vittima, sarà rigorosa», commenta l’avvocato Giardina.