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Catania, Pronto soccorso stracolmi:
emergenza al Policlinico e al Garibaldi

Picco di malati nei due presidi ospedalieri cittadini dopo la chiusura dell'area di pronto intervento del "Vittorio Emanuele". E non siamo ancora al culmine dei casi di influenza

Catania, Pronto soccorso stracolmi:emergenza al Policlinico e al Garibaldi

Catania - Sta succedendo qualcosa nel delicato settore dell’assistenza in due pronto soccorso della città. E ancora non siamo neanche nel picco dell’influenza. Dalla chiusura del Pronto soccorso dell’Ove, avvenuta lo scorso 18 novembre, nei due presidi di emergenza del Policlinico e del Garibaldi, l’affluenza di pazienti è cresciuta in maniera esponenziale, del 30 per cento al Garibaldi (secondo dati medici) e del 10-15 per cento al Policlinico. Ma sono i numeri a evidenziare chiaramente che qualcosa non va nel sistema ed è necessario un esame urgente delle autorità, in primis della Regione, che forse dovrebbero convocare un tavolo tecnico, perché da quello che sostengono i medici dei due reparti, a crescere di numero sono i pazienti più gravi, quelli rossi e gialli. Segno, forse, che o il sistema di assistenza con le ambulanze del «118» predilige questi due reparti cittadini, oppure c’è una volontà diffusa nei pazienti a raggiungere soltanto questi due Pronto soccorso. Al Garibaldi - che ieri ha disposto attraverso il manager uscente Giorgio Santonocito un rafforzamento dell’organico di medici e di ambulanze - si sostiene che la maggior parte dei pazienti proviene dai quartieri del centro storico che una volta erano tradizionalmente assistiti dal vecchio Ove. Al Policlinico si sostiene che l’aumento è causato da pazienti dei paesi limitrofi e pedemontani che una volta venivano dirottati in altri ospedali della zona. Oltre al Cannizzaro, nelle strutture di Acireale, di Paternò, di Biancavilla.

Ma vediamo i dati due dei pronto soccorso che stanno letteralmente «scoppiando» di pazienti (al momento non si conoscono quelli del Cannizzaro, altro grande pronto soccorso cittadino). Al Garibaldi, secondo dati ufficiali, dal 18 novembre a ieri 10 dicembre, sono stati trattati 155 codici rossi, 1723 codici gialli, 1910 codici verdi e 126 codici bianchi, con 902 pazienti trasportati da ambulanze del 118 e 2985 arrivi diretti.

Al Policlinico dall’apertura, cominciata con un vero e proprio «battesimo di fuoco» con 8 codici rossi in poche ore, dal 18 novembre a ieri ci sono stati oltre 3900 accessi, con 100 codici rossi e 1400 codici gialli.

La giornata di ieri al Garibaldi è stata esplosiva, perché - secondo quanto raccontato dai medici - in pochissimo tempo ci sono stati numerosi codici rossi che hanno quasi mandato in tilt l’assistenza, contribuendo ad allungare le attese dei malati meno gravi. La situazione ieri sarebbe stata talmente caotica che dal reparto sarebbe partita anche una segnalazione all’assessorato regionale alla Salute, guidato dal catanese Ruggero Razza e la contemporanea richiesta di intervento della direzione che ha, quindi, disposto l’aumento del personale medico a supporto dei colleghi. Al Policlinico, invece, negli ultimi giorni, oltre al flusso tradizionale ( ieri 5 “codici gialli” consecutivi e due “rossi”), si è registrato un sensibile aumento di pazienti ortopedici, soprattutto soggetti anziani con rottura del femore. Sembra siano stati registrati, in tre giorni, oltre 15 pazienti con femore fratturato e alcuni di questi, per carenza di posti letto nel reparto, sarebbero rimasti due giorni in pronto soccorso prima di trovare un posto.

Se l’emergenza nell’assistenza dovesse continuare anche nei prossimi giorni sarà senz’altro necessario un intervento delle autorità perché il soccorso, ( soprattutto di molti malati anziani), deve essere la priorità delle priorità, con pianificazione della gestione del 118 e, semmai fosse necessario, un aumento dell’organico a supporto. Un capitolo a parte riguarda la pianificazione dell’assistenza in città in tutti i pronto soccorso (anche quelli della provincia), mettendo a raffronto dati e accessi, per capire cosa sta accadendo e semmai dove e possibile suddividere il carico di assistenza. Se ad esempio il Policlinico e il Garibaldi sono ormai diventati prioritari nell’assistenza va studiata una soluzione che deve essere trovata prima del picco invernale di malati respiratori cronici e influenzali, magari con l’entrata in campo dei centri territoriali. Perché, altrimenti, saranno guai seri...

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commenti 1
  • Urologo

    11 Dicembre 2018 - 20:08

    Due giorni al pronto soccorso con il femore rotto prima d trovare un posto letto. Faccio ii complimenti ai politici e ai dirigenti che continuano a costruire ospedali inutili chiudendone altri aumentando le spese riducendo i servizi sempre più da terzo mondo.

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