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È cieco e gli fu impedito di toccare la Lamborghini: l’azienda bolognese lo ha voluto per uno spot

La storia a lieto fine del responsabile del Polo Tattile Museale di Catania a cui, all'aeroporto di Bologna, l'anno scorso fu negato di toccare l'auto

Francesca Aglieri Rinella

15 Maggio 2024, 08:15

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“Guardare” con le mani ciò che con gli occhi è impossibile vedere: è quello che Luca Grasso, 45 anni, cieco dalla nascita fa ogni giorno non solo per vivere una vita normale, ma anche per sensibilizzare le persone normodotate alla cultura dei diritti. Uguali per tutti. Anche per i non vedenti.

Uno spiacevole inconveniente

Luca, responsabile del Polo Tattile Multimediale di via Etnea, a inizio dello scorso anno è stato protagonista di uno spiacevole inconveniente quando all’aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna gli venne impedito di toccare una Lamborghini in esposizione nello scalo. Luca, proprietario di una Porsche che faceva guidare al fratello o alla moglie, esperto di auto che riconosce al tatto e appassionato di motori, ha provato ha spiegare che voleva sfiorare l’auto perché per lui toccare significa vedere, ma per risposta ha avuto un netto rifiuto. La sua storia fece il giro della stampa e dei social e qualche mese dopo Luca è stato contattato dalla storica azienda leader nel settore delle auto di lusso che ha sede a Sant’Agata Bolognese e produce supersportive tra le più ambite al mondo.

Il nuovo spot della Lamborghini

Adesso le “mani” (cioè gli occhi) di Luca Grasso e una fiammante Lamborghini rossa sono i protagonisti di un nuovo spot (nella foto) che la casa automobilistica ha pubblicato sui suoi canali social. Nel video si vedono i dettagli dell’auto e un cartello con scritto: “L’accesso alla conoscenza è un diritto che nessuno si deve sentire mai negato”. A leggerlo è proprio Luca che mostra le mani mentre accarezza la carrozzeria dell’auto.

Le mani per "vedere" le cose

«Io sono cieco dalla nascita - racconta Luca a La Sicilia - e per questo l’utilizzo del tatto è il modo in assoluto più importante per conoscere la realtà, la vita. Per questo io mi batto perché il diritto all’accessibilità non sia negato ad alcuno. L’accessibilità ai luoghi, alle cose deve essere aperta a tutti, anche se cambia nelle modalità. Perché c’è un altro modo per “vedere” le cose, l’utilizzo delle mani. È questo il messaggio che deve passare». «Le mani sono il mio mezzo di conoscenza - continua il responsabile del Polo Tattile multimediale - e quando mi è stato negato, è stato per me un gran dispiacere perché un’auto non può comunque valere più di una persona. A novembre sono stato contattato dalla Lamborghini che oltre a essersi scusata per l'accaduto mi ha invitato a un evento a cui ho partecipato. All’inizio pensavo volessero trasformarmi in un fenomeno da baraccone, ma poi ho apprezzato l’interesse da parte loro e l’attenzione verso una condizione difficile come quella vissuta da noi non vedenti. Io vorrei soltanto che la gente capisse che l’accessibilità deve essere per tutti. Da qui, da quella che è un’esigenza delle persone cieche, è nata l’idea di potere collaborare in attività di sensibilizzazione per l’opinione pubblica sul tema. Accarezzare quella Lamborghini un’esperienza unica...». E che non si esclude sia l’inizio di una collaborazione tra il mondo dei non vedenti e la casa automobilistica.