13 gennaio 2026 - Aggiornato alle 11:19
×

Aci Castello al voto: sfida a tre fra pizze, cocktail e sfiducia

L'aria che si respira nella cittadina costiera è di rassegnazione. I giovani sono poco interessati e i pensionati suggeriscono al prossimo sindaco di guardare al futuro

Laura Distefano

04 Giugno 2024, 17:42

aci1

Trovare un posto libero, anche di lunedì mattina, è un’impresa ad Aci Castello, in provincia di Catania. Magicamente una striscia blu vuota. Clima da vigilia da elezioni? Ai giovani - purtroppo - pare interessare poco. Anzi c’è chi, appena cerchiamo di parlare di politica e amministrative, sbotta: «Non vado a votare manco se mi puntano la pistola».

Il tour elettorale parte in retromarcia. Ma la bellezza del luogo, con il maniero nero che si erge sulle rocce e si riflette sulle onde, permette di non perdere il sorriso. Ai tavolini del chiosco sotto al municipio si gusta la colazione con granita e brioche. Rigorosamente con il tuppo. «È buonissima», dice una turista. L’accento la tradisce. Una coppia di pensionati provenienti dalla fascia etnea ha deciso di fare una passeggiata tra le bellezze castellesi. È una cascata di nostalgia: «Ricordi quando venivamo a ballare sotto il castello?».

Il sogno della pista ciclabile

Percorrendo il lungomare Colombo si incontrano i coraggiosi runner che sfidano l’afa delle 11 del mattino. E sognano. come i tanti sportivi, quella pista ciclabile (e dunque anche di atletica) che dovrebbe collegare Aci Castello con il lungomare catanese. Che è già tema elettorale di alcuni candidati. In piazza c’è un bimbo che fa volare un aquilone, poi c’è una piccola fila per accedere al Castello Normanno mentre alcuni ottimizzano l’attesa con un selfie. La vista è mozzafiato. Nei locali già si lavora: i camerieri cominciano a portare fuori tavoli e sedie per il pranzo.

«La natura ci ha dato questa ricchezza e noi non l’abbiamo sfruttata», dice Mimmo mentre fa passeggiare il suo cane. Castellese doc, ha visto i suoi figli e nipoti partire anche fuori dall’Italia. «Ricordo quando venne Walter Chiari ad Aci Trezza. Era rimasto estasiato dalla spiaggia di sabbia nera con i faraglioni all’orizzonte. Non c’era ancora il cemento. Penso che oggi direbbe che non meritiamo quello che la natura ci ha generosamente concesso».

Manca l'identità

Sulle panchine della piazza attorno alle aiuole si prendono un po’ di fresco all’ombra degli alberi Turi, Carmelo e Lino. Pensionati, ma attenti osservatori. Anche politici. «Non stiamo nè meglio, nè peggio di altri. Siamo nella media siciliana. Purtroppo la classe politica degli ultimi tempi manca un po’ di cultura, lei non crede?», commentano. «Non è cambiato nulla. Chi fa il sindaco dovrebbe guardare al futuro. Dovrebbe vedere come sarà Aci Castello tra 20 anni. Ma non c’è una visione. Nella campagna elettorale si discute di tutto e di niente. A questa cittadina manca l’identità». Tutti e tre andranno a votare: «Certo che ci andiamo, è un nostro dovere civico». Il voto rimane segreto. Ma sotto i baffi c’è una smorfia. Quasi di amarezza. «Speriamo che ci possa essere quella visione. Ma purtroppo siamo quasi sicuri e consapevoli che chiunque vincerà non ci sarà molta differenza».

La sfida a tre

La sfida è a tre: Carmelo Scandurra, Filippo Drago e Alberto Bonaccorso.

Scandurra non vuole lasciare la poltrona che occupa da 5 anni. Il primo cittadino uscente è appoggiato dai big del centrodestra a partire dall’ex vicegornatore siciliano leghista Luca Sammartino. Marco Falcone e Nicola D’Agostino di Forza Italia hanno organizzato anche una conferenza stampa per ufficializzare il loro supporto. L’avvocato Piero Lipera ha utilizzato tutti i suoi canali social per documentare il deposito del simbolo Dc di Totò Cuffaro a sostegno del sindaco uscente. E nel cartello delle sette liste, oltre tante civiche (alcune per mimetizzare i partiti), c’è anche Fratelli d’Italia.

Vuole tornare protagonista Filippo Drago. Sembrano lontani i tempi in cui lasciò la Lega di Matteo Salvini. Il divorzio firmato nel 2018 fu pieno di veleni e di accuse. Ora l’ex sindaco sceglie di marciare con (S)Cateno De Luca e il movimento Sud Chiama Nord. E se il sindaco di Messina, tornato sui palchi dei comizi dopo una lunga degenza in ospedale, ha scommesso per conquistare gli scranni in Europarlamento il capitano Ultimo, Drago punta sull’ex comandante dei carabinieri della stazione di Aci Castello Gianfranco Cava, designato come vice sindaco. Un nome che riporta ai misteri delle stragi del ‘92. Cava sarebbe il militare che avrebbe appreso da una prostituta che erano pronti dei carichi di tritolo per Antonio Di Pietro e Paolo Borsellino. Sappiamo tutti come andò a finire. Drago poi potrà contare anche sull’alleanza degli autonomisti di Raffaele Lombardo.

È più abituato a nuotare e a controllare le onde, che correre (politicamente parlando) l’avvocato Alberto Bonaccorso, candidato dal Movimento Cinque Stelle e dal Pd per la sua sensibilità all’ambiente a al mare. E che piace anche ai vertici di Sinistra Italiana. Ad Aci Trezza, la settimana scorsa, è arrivato il presidente dei grillini Giuseppe Conte con tutta la flotta di aspiranti parlamentari europei, Giuseppe Antoci in testa, per promuovere la candidatura di Bonaccorso, definito l’outsider di questa campagna elettorale.

"Ci hanno tolto il mare"

A Turi, Lino e Carmelo manca potersi sciaquariare. «Ci hanno tolto il mare. Non solo per l’inquinamento - spiegano - ma anche per la mancanza di strutture. Come possiamo farci il bagno con queste rocce scivolose e pericolose. Lo possono fare solo i ragazzi, i giovani e i turisti».

Pare che qualcuno avesse avanzato l’ipotesi di mettere una doccia a gettone nella parte di lungomare “sotto il pozzo”. Ma un politico avrebbe risposto: «Ma che la mettiamo a fare che poi si rubano i gettoni?». Invece i privati stanno costruendo un solarium e i «castellesi dovranno pagare per fare il bagno. Assurdo».

A proposito di mare, il tanto discusso e agognato collettore per depurare i reflui? Un uomo in bici si avvicina e fa un pronostico a dir poco positivo: «Manca poco al completamento del progetto. Ma le dico che tanto non funzionerà».

Guai a chiamare Aci Castello una cittadina turistica. «Qui sanno fare solo le pizze e i cocktail. Si fa così il turismo?», dicono i tre pensionati. «Siamo diventati la località turistica di giovanotti senza alcun rispetto delle regole». Domenica scorsa un gruppo di ragazzi ha parcheggiato la macchina in divieto di sosta, in una delle stradine che sbucano nell’area pedonale della piazza del Castello. Invece di fare marcia indietro hanno fatto lo slalom tra i tavoli e nessuno gli avrebbe detto nulla. «Servono più controlli e vigilanza, quello che sanno fare qui sono solo le multe». Il titolare di un locale su questo tema ha qualcosa da ridire: «Riempiono di multe anche i turisti che poi non ritornano. Non hanno flessibilità. Come si fa a lavorare così?»

Da parte dei tre osservatori - che consigliamo come spin doctor al nuovo sindaco - arriva poi una provocatoria proposta: «Siamo diventati ormai una borgata catanese. Ma perché non risparmiamo e diventiamo la Settima Municipalità di Catania?».