13 gennaio 2026 - Aggiornato alle 12 gennaio 2026 23:41
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Il desiderio di vendetta dopo la truffa della cocaina: «Lo ammazzo...»

Le indagini dell'operazione Devozione hanno svelato un particolare legato all'omicidio di Enzo Timonieri del 2021

Laura Distefano

20 Giugno 2024, 14:39

cocaina

I due calabresi che furono pagati dagli esponenti dei Nizza con soldi falsi per un carico di tre chili di cocaina purissima sono i narcos arrestati ieri dalla squadra mobile. Nelle carte dell’ordinanza Devozione, scattata ieri, sono svelati i retroscena di una truffa che per alcuni mesi era diventato il movente della scomparsa di Enzo Timonieri, ammazzato il 12 febbraio 2021 invece per ordine dei suoi stessi “compagni di clan”.

Il finto movente


Timonieri aveva partecipato direttamente alla trattativa con i calabresi - che sono proprio Bruno Cidoti e il suo braccio destro Antonio Pezzano - per la fornitura di polvere bianca. Ma, come si legge nell’ordinanza firmata dal gip Grasso, Salvatore Sam Privitera (da poco collaboratore di giustizia), Giovanni Magrì, Giovanni Costanzo e lo stesso Timonieri sono i protagonisti di «una frode pari a 3 chili di cocaina ai danni» dei due calabresi. La consegna di soldi falsi è avvenuta la sera del 2 novembre 2020.

L'intercettazione


Pezzano era pronto ad armarsi per l’affronto subito, che viene sentito in diretta dagli investigatori mentre «riponeva la pistola all'interno del proprio borsello intenzionato a vendicarsi». A farlo calmare è il narcotrafficante navigato Cidoni.
… omissis ..
Pezzano prende la pistola
Bruno Cidoni: ahoo … statti fermoooo
Stella Nardella: questo si ammazza lui
Antonio: lo ammazzo … dammi la pistola! lo sapevo … 18.000 euro…
Francesco: ho visto uscire i motorini
… Omissis …
La vendetta non si è compiuta. Ma il clima di tensione è davvero palpabile. Il giorno dopo, Pezzano e Cidoni discutono con Oreste Prelati, che si mette immediatamente «a disposizione dei due trafficanti calabresi che la sera precedente affermavano di aver perso una partita di 3 chilogrammi di cocaina» a causa della frode.
Prelati cerca di capire chi siano i truffatori. E inizialmente pensa addirittura potessero essere del gruppo di Scilio («sono della batteria di Melo?»), ma Cidoni gli spiega che sono esponenti di altri gruppi criminali.