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Accoltellato e ucciso a Riposto mentre era appartato con una donna: due condanne all'ergastolo

Sentenza di primo grado in Corte d’assise nel processo sull’uccisione del pizzaiolo giarrese Dario Chiappone, assassinato la sera del 31 ottobre 2016

Mario Previtera

28 Giugno 2024, 14:48

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Sentenza di primo grado in Corte d’assise pesante nel processo sull’uccisione del pizzaiolo giarrese Dario Chiappone, brutalmente assassinato la sera del 31 ottobre 2016 mentre era appartato in via Salvemini a Riposto con una donna.

Il giovane fu colpito a morte da diverse coltellate, almeno 18 quelle contate dal medico legale nell’autopsia. Una vera e propria esecuzione. Nella tarda mattinata la sentenza di primo grado pronunciata dal giudice Mariapia Urso che ha inflitto l’ergastolo al ripostese ultrasettantenne Antonino Marano, noto come il “killer delle carceri”, coinvolto nella spedizione di sangue e per Paolo Censabella, commerciante ripostese, ritenuto il mandante del sanguinoso omicidio.

Paolo Censabella, Antonino Marano e Dario Chiappone (la vittima)

I due imputati sono stati condannati in solido al risarcimento del danno alle parti civili (tre familiari) costituite rimettendo dinanzi al giudice civile per la liquidazione del danno e assegna una provvisionale che liquida in 50mila euro ciascuno. Entro 90 giorni il termine fissato per il deposito delle motivazioni dell’odierna sentenza.

Gli avvocati Lucia Spicuzza e Salvo Sorbello che assistono Paolo Censabella (l’altro imputato Nino Marano è assistito dall’avv.Danilo Tipo) hanno cosi commentato a caldo la sentenza: «Siamo dispiaciuti per il nostro assistito. Malgrado in dibattimento abbiamo dimostrato la fragilità della tesi accusatoria, e l’assenza degli approfondimenti investigativi verso altri indirizzi, evidentemente le sentenze di Tuccio Agatino, Salvatore Di Mauro e Benito La Motta, hanno inevitabilmente spianato la strada verso la condanna di Censabella. Sarà importante leggere la motivazione della sentenza per comprendere come si siano superate le evidenze dibattimentali di questo processo mai emerse negli altri giudizi. Riteniamo questa sentenza particolarmente severa anche in considerazione delle pene inflitte agli altri imputati già definitivi! Crediamo nell’innocenza di Censabella».