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Ecco i nomi dei medici docenti universitari che avrebbero ricevuto "bustarelle" in cambio di appalti

L’attenzione degli investigatori è stata rivolta subito sulle società “Presifarm Srl” e “Cardiovascular srl”

04 Luglio 2024, 12:04

finanza catania

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Secondo l’indagine della Guardia di Finanza di Catania il sistema dell’aggiudicazione degli appalti al policlinico San Marco di Catania era collaudato. L’attenzione degli investigatori è stata rivolta subito sulle società “Presifarm Srl” e “Cardiovascular srl” che avrebbero promesso ed elargito ingenti somme di denaro ai primari delle unità operative. Nello stesso tempo avrebbero sponsorizzato convegni e congressi di medicina per la formazione professionale.

Dalle indagini economiche – finanziarie è emersa una proporzionalità tra somme da elargire, le dimensioni della casa produttrice e il numero dei dispositivi medici da acquistare.

I provvedimenti dell’autorità giudiziaria

I quattro professori che sono stati raggiunti da ordinanza cautelare sono: i cardiologi Corrado Tamburino di Catania e Antonio Micari di Messina. E poi ancora Marco Contarini di Siracusa e Antonino Nicosia di Ragusa. I quattro sono membri del Comitato medico-scientifico del progetto SCA “Sicilian Cardiovasculary Academy” che si occuperebbe dello sviluppo di formazione nella specializzazione di competenza.

Nei guai anche i referenti delle tre società catanesi - Rosa Vitale, Caterina Maugeri e Giancarlo Antonino Girlando – che hanno lavorato per Presifarm s.r.l., Archigen s.r.l. e Cardiovascular s.r.l.. Le società distribuiscono per la Regione Sicilia di dispositivi medici prodotti dalle predette multinazionali nonché il referente di una di queste ultime, Francesco Dottorini, operanti nel settore della produzione di valvole aortiche (Tavi), endoprotesi coronariche e vascolari (Stent).

Nel sistema di corruttela è rimasto coinvolto anche il palermitano Pietro Sola, amministratore della Collage S.p.A.

"A far data dal 16.7.2024 il G.IP. del Tribunale di Catania su istanza del P.M ha revocato per tutti gli indagati la misura cautelare degli arresti domiciliari e successivamente, in data 3.12.2024, il medesimo G.IP., sempre su domanda del P.M, ha disposto l'archiviazione dell'intera indagine, dopo aver maturato il convincimento che nessuna indebita utilità è stata mai erogata o soltanto promessa, in ragione degli elementi di indagine medio tempore raccolti che hanno consentito di effettuare una lettura lecita degli accadimenti oggetto di investigazione. "