L'"orco" di Catania non risponde al gip, le accuse del gip in 7 pagine: «Se vuoi ti mostro il caramellone»
L'uomo di 59 anni si è avvalso della facoltà di non rispondere
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Le mamme sono dotate di un sesto senso che le può far diventare delle vere e proprie detective. E così è stato per la madre di un ragazzino che frequentava un istituto di cura dell’hinterland. Un regalo da parte di un dipendente al figlioletto ha acceso la fiamma del sospetto. E così da provetta investigatrice ha preso in mano il cellulare del figlio e ha scoperto che aveva delle chat, con eloquenti doppi sensi, proprio con l’ operatore della struttura. Ha deciso quindi di fingersi il ragazzino e avviare una conversazione con il 59enne che martedì è stato arrestato dalla polizia per atti sessuali nei confronti di minori.
Lo scambio di messaggi ha inchiodato l’orco. La mamma infatti, lo scorso maggio, si è presentata in via Ventimiglia con gli screenshot delle chat e ha presentato denuncia. In poche settimane il mosaico si è allargato. Diventando un quadro raccapricciante. Le vittime individuate sono tre, tutte ospiti della struttura. Tutte minorenni con alcune patologie. Nelle 7 pagine dell’ordinanza della gip Chiara Di Dio Datola, che ha disposto per il 59enne gli arresti domiciliari, ci sono messaggi dal chiaro sfondo sessuale. Per la giudice è già “inusuale” che il dipendente avesse il numero di cellulare dei giovani pazienti. I ragazzini sentiti hanno raccontato di “pacche” nelle parti intime, di foto da guardone, di incontri in qualche stanza della struttura chiusi a chiave.
Per attirare l’attenzione dei giovanissimi avrebbe offerto delle caramelle, nelle tasche del camice i poliziotti ne hanno trovate moltissime. In una conversazione l’indagato scrive «se vuoi ti mostro il caramellone». Che a prima vista non sembrerebbe un riferimento ai dolciumi. L’orco inoltre avrebbe regalato delle piccole somme di denaro. Addirittura un euro. Venti al massimo.
Secondo i pm del pool contro la pedofilia, il 59enne «abusando dei poteri connessi alla posizione ricoperta si sarebbe reso responsabile di gravi condotte nei confronti di minorenni, affetti da patologie, che frequentano l’istituto di cura». Una struttura dove l’indagato lavora dal 1993. I suoi colleghi, infatti, quando hanno saputo dell’arresto sono rimasti totalmente increduli. Nessuno aveva forse mai sospettato nulla. È servita la forza protettiva di una madre a far scoprire i giochetti, anche un po’ perversi se veri, dell’indagato. L’orco al figlio tredicenne avrebbe regalato caramelle, patatine, lattine di Coca-cola e un paio di occhiali da sole. E gli avrebbe offerto denaro per alcune occasioni speciali come onomastico e compleanno.
Negli atti dell’inchiesta, chiusa in tempi record con la gip che ha accolto la richiesta di misura della procura, sono confluite le «dettagliate testimonianze dei tre minorenni coinvolti», che sono stati sentiti in audizione protetta, ed «elementi desunti da alcune chat rinvenute sui cellulari di due delle persone offese».
Gli agenti della squadra mobile, martedì mattina, nel corso della notifica dell’ordinanza di custodia cautelare, hanno eseguito una perquisizione che ha portato al sequestro del cellulare e di altro materiale informatico. Che in questo momento i poliziotti stanno analizzando. Le indagini, coordinate dalla procura, serviranno a verificare se ci sono state anche in passato altre vittime innocenti.
Ieri, intanto, c’è stato l’interrogatorio di garanzia davanti alla gip. Il 59enne, difeso dall’avvocato Francesco Finocchiaro, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nei prossimi giorni il penalista valuterà se presentare ricorso al Tribunale del Riesame.