13 gennaio 2026 - Aggiornato alle 12 gennaio 2026 23:41
×

Procura e pg non hanno dubbi: «Aldo Ercolano è ancora il capo di Cosa nostra catanese»

Il procedimento davanti la sezione Misure di prevenzione della Corte d'Appello etnea

Laura Distefano

29 Luglio 2024, 09:29

Immagine 2024-07-29 092835

Un carteggio di documentazione è entrato (e altro ne entrerà) nel processo di secondo grado a carico di Aldo Ercolano, boss di vertice della famiglia catanese di Cosa nostra, che si sta svolgendo davanti alla sezione delle Misure di Prevenzione della Corte d’Appello. Il procedimento è nato da un doppio ricorso presentato dal pg Nicolò Marino e dalla procura (con il procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e del pm Fabio Regolo) avverso la sentenza del Tribunale che ha rigettato la richiesta di misura personale a carico dell’ergastolano.

Il pg Marino, nell’ultima udienza, ha fatto rilevare al collegio come la relazione comportamentale sia stata chiesta dallo stesso Ercolano e non invece dagli organismi istituzionali. Questo, per il sostituto procuratore generale, dimostrerebbe come Ercolano si serva tutt’ora come capo dell’omonima organizzazione criminale di canali non istituzionali, continuando ad esercitare il suo ruolo di capo della famiglia catanese di Cosa nostra.

Marino inoltre ha depositato atti e fascicoli che sarebbero sintomatici del ruolo apicale che ancora oggi avrebbe all’interno del sodalizio mafioso, che confermerebbe l’attualità della pericolosità sociale. Il pg, come già evidenziato nel ricorso, ha ribadito che non vi è un documento dove si attesti la formale dissociazione anzi ve ne sono diversi che provano il contrario.

La difesa, rappresentata dagli avvocati Valeria Rizzo e Fabio Federico, hanno chiesto alla Corte d’Appello di acquisire la richiesta di archiviazione della procura di Caltanissetta per l’indagine sulle stragi di via D’Amelio e Capaci a carico di Ercolano (e altri) aperta dopo le accuse del killer catanese Maurizio Avola. Marino, dal canto suo, ha annunciato di prestare il consenso soltanto se per completezza si produrranno i verbali dell’incidente probatorio di Avola e anche il dispositivo con cui il gip ha disposto le indagini integrative rigettando l’istanza di archiviazione dei pm. La Corte d’Appello si è riservata di decidere su queste acquisizioni nella prossima udienza fissata per il 31 ottobre.