Notizie locali
Pubblicità

Catania

Primo giorno di vita per il S. Marco: dopo 11 anni lavori completati

Di Giuseppe Bonaccorsi

Catania - Con mezz’ora di ritardo sull’orario prestabilito dalla direzione, ma solo per fattori non contingenti con l’attività sanitaria, ha ufficialmente aperto l’ospedale San Marco di Librino (come da noi anticipato ieri), una delle strutture sanitarie più all’avanguardia del Meridione, totalmente antisismica (poggia su pilastri idraulici come i palazzi di Los Angeles). Ad essere inaugurati sono stati due ambulatori del Dipartimento materno infantile, quello di Ginecologia e quello di Ostetricia e già all’apertura c’erano diverse giovani incinte in attesa della visita e dell’ecografia. Tutto si è svolto secondo routine, unico intoppo il temporaneo blocco di un ascensore che ha lasciato dentro, per pochi minuti, una paziente. I due ambulatori - cui entro qualche giorno ne apriranno altri - saranno operativi dal lunedì al venerdì al secondo piano del padiglione B e assicureranno le visite sia per le gravidanze fisiologiche che per quelle a rischio.

Pubblicità


Si è trattato di una inaugurazione simbolica, ma l’apertura - seppure molto parziale - segna il passo dopo 11 anni di attesa e ha il significato di un avvio dell’attività sanitaria ormai irreversibile. Finalmente dopo anni di rinvii, di difficoltà logistiche e finanziarie della Tecnis che è in amministrazione giudiziaria, questa enorme struttura che si estende su oltre 100 mila metri quadrati e che offrirà all’utenza  assistenza alla zona sud della città, ma anche ai centri del Siracusano che gravitano su Catania e a quelli di altre province con i suoi 458 posti letto è ormai una realtà. Possiamo dire finalmente, alla faccia dei “cucchi” che per anni hanno remato contro e si sono detti scettici sulla reale possibilità che un ospedale di simili proporzioni potesse nascere a Librino.


Alla cerimonia di apertura visi soddisfatti ed entusiasmo. Soprattutto sui volti del direttore generale pro tempore, Giampiero Bonaccorsi, del direttore sanitario, Antonio Lazzara e dell’ex manager del Policlinico, Paolo Cantaro (che nel corso degli ultimi anni ha seguito tutto l’iter “battagliando” con la dirigenza della Tecnis)  che l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza ha voluto alla guida della commissione che ha monitorato l’ultima fase dei lavori. Bonaccorsi ha quindi spiegato il cronoprogramma del nuovo ospedale che porterà a breve alla chiusura del S. Bambino e poi a seguire del Vittorio Emanuele e del Santa Marta. «Dopo l’apertura dei primi due ambulatori, entro la prossima settimana apriremo tutti gli altri del dipartimento - ha spiegato il manager Giampiero Bonaccorsi -. A questo punto l’apertura San Marco è stata portata a termine, seppure con un iter lento. La prossima tappa sarà a metà aprile col trasferimento del dipartimento Materno infantile dal vecchio S. Bambino che sarà svuotato. La tappa successiva sarà la programmazione del trasferimento de reparti che oggi sono ancora operativi nel V. Emanuele, in maniera tale da avere prima dell’estate un ospedale pronto con tutti i reparti per aprire il nuovo pronto soccorso a settembre. Tutta questa operazione richiede anche la massima calma perché non ci può stare che una paziente come è accaduto ieri rimanga bloccata in un ascensore nuovo. Quindi tutto deve essere monitorato e risolto prima che l’ospedale parta a regime, perché se un inconveniente si verifica nelle sale operatorie è un serio problema.


Soddisfazione espressa anche dal presidente della commissione Paolo Cantaro, uno dei massimi artefici di questa apertura dopo il raggiungimento - quando era manager dell’azienda universitaria - dell’apertura del “serpentone della alte specialità” e del pronto soccorso del Policlinico. «Oggi, finalmente, dopo una lunga serie di considerevoli difficoltà che ho vissuto personalmente, l’ospedale apre, in primis, con una caratterizzazione fondamentale di ospedale della donna, dove la donna è posta al centro di tutti i bisogni, dalla fecondazione assistita al parto in acqua sino alla chirurgia oncologica dell’apparato femminile. Il tutto in un ospedale con elisuperfice e collegato alle arterie viarie più importanti».
I primi passi dell’ospedale sono stati accolti con soddisfazione dagli abitanti di Librino, ma con dei distinguo dalla rete piattaforma di Librino che ha dichiarato che «vigilerà» sulle altre aperture.

Pubblicità
COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA