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Niko Pandetta, la rissa all'Ecs Dogana e la condanna in appello: così il buttafuori ha inchiodato il cantante trap

Le motivazioni della pena a un anno e due mesi depositate dalla Corte: la ricostruzione dell'accaduto

Laura Distefano

18 Novembre 2024, 08:49

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Il musicista trap Niko Pandetta è stato protagonista della rissa scoppiata all’Ecs Dogana club la notte tra il 21 e 22 aprile 2022. Per la Corte d’Appello non ci sono dubbi sulla «responsabilità penale» dell’artista che è stato condannato a un anno e due mesi. Il collegio di secondo grado - rigettando le motivazioni della difesa - ha confermato quanto stabilito dal gup. Le altre pene commininate, tranne quella inflitta al “puffo” Gabriele Gagliano, è frutto di concordato tra le parti.

Da qualche giorno sono state depositate le motivazioni della sentenza della Corte. Nelle 21 pagine, i giudici citano le dichiarazioni «inequivocabili» rese da uno degli addetti al servizio di sicurezza. Ed è la sua testimonianza, blindata poi dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza, a inchiodare il musicista trap.

Il buttafuori ha attribuito a Pandetta «la fase iniziale della rissa», precisamente quando egli congiuntamente ad altre persone avrebbe «aggredito fisicamente» un minorenne, riconducibile alla corrente Intravaia della famiglia mafiosa dei “carcagnusi” «passando dalle parole ai fatti».

Nella ricostruzione dell’accusa la scintilla che ha scatenato la guerriglia in pista sarebbe legata a una mancata esibizione di Pandetta, qualche giorno prima, sempre sul palco del locale del porto. La difesa - già pronta per il ricorso per Cassazione - ha portato testi che smentiscono il collegamento tra le due serate, ma questo per la Corte non è conducente a smontare le accuse nei confronti dell’imputato.

Il buttafuori «ha riferito che dopo le 3,30 circa è sorta una discussione animata tra circa sessanta ragazzi divisi in due fazioni con minacce e insulti di tutti i tipi, e precisato di aver allontanato diversi soggetti tra cui il cantante neomelodico Niko Pandetta, sicuramente ripreso dalle telecamere».

E infatti i filmati hanno registrato gli addetti alla security accompagnare un contrito cantante all’uscita. «L'appellante Niko Pandetta non si è quindi soltanto limitato - scrive la Corte - a un accesa discussione all'interno della discoteca insieme ad altri giovani appartenenti al suo gruppo (a cui apparterrebbero i cappelloti capitanati da Sebastiano Miano, ndr) e a quello» dei Mazzei «ma ha partecipato materialmente alle fasi iniziali della violenta rissa» che si è trasformata all’esterno in una sparatoria con due feriti.