Notizie locali
Pubblicità

Catania

Cara Mineo, psicologi per aiutare lavoratori licenziati

Di Mariano Messineo

Caltagirone (Catania) - L’ormai prossima chiusura del Cara, il Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Mineo, per sette anni la “Fiat” del Calatino per le diverse centinaia di posti di lavoro che ha garantito, alimenta un disagio crescente nel territorio. Il numero degli ospiti all’interno della struttura si assottiglia sempre più (oggi sono 589, mentre in passato, quando il Centro “scoppiava”, si era raggiunta pure la soglia dei quattromila), con il conseguente ridursi degli occupati, che nel periodo di maggior flusso migratorio avevano sfiorato i 400 compresi gli operatori a tempo determinato.

Pubblicità

Cifre, queste, a cui andavano aggiunte quelle, per altro assai consistenti, dell’indotto, rappresentato dagli alberghi (con il relativo personale) che accoglievano le forze dell’ordine in servizio al Cara, e dalle forniture esterne che assicuravano servizi e materiali. Oggi i lavoratori del Centro sono poco più di 140: 41 addetti alla cucina, 37 pulizieri, un direttore, 5 addetti amministrativi, 4 coordinatori, 3 insegnanti, 27 operatori di base, 4 psicologi più 1 a partita Iva, 10 mediatori culturali, 4 assistenti sociali e 4 operatori legali. Per chi è già andato a casa con un sussidio di disoccupazione peraltro modesto, o per chi sa che il conto alla rovescia è già cominciato, la nuova situazione è dura da digerire. Anche perché da queste parti trovare un nuovo lavoro è come fare un terno al lotto. Per fare fronte alle situazioni di difficoltà di carattere pratico, ma anche psicologico, determinate dai licenziamenti e tendere così una mano a quanti si trovano costretti a vivere una grave situazione personale e familiare, i circoli del Movimento cristiano lavoratori (Mcl) “Don Luigi Sturzo” di Caltagirone e “Don Rosario Pepe” di Mineo hanno avviato nelle proprie sedi uno sportello di ascolto.

«Il servizio, gratuito e prestato da volontari – si sottolinea dall’Mcl - è rivolto a tutti i lavoratori licenziati e alle loro famiglie, che possono trovare psicologi pronti a diventare un preciso punto di riferimento in circostanze difficili come questa. La perdita del lavoro non fa venire meno solo il reddito che magari temporaneamente potrà essere garantito dagli ammortizzatori sociali, ma soprattutto riduce o annulla la fiducia in se stessi. Per questo vogliamo aiutare le persone ed evitare che si sentano sole in un momento di grave difficoltà».

Intanto le bandiere Uil, Uiltucs e Uiltemp sventolavano ancora ieri mattina in via Etnea, dinanzi a Palazzo Minoriti, per rivendicare «rispetto, tutele e futuro occupazionale» per i lavoratori in servizio al Cara. Danilo Parasole, responsabile Uil-Uiltemp per la “vertenza Cara Mineo”, e Sergio Romano, per la segreteria territoriale Uiltucs, hanno guidato una delegazione in Prefettura. Gli esponenti sindacali hanno ribadito la richiesta «di ammortizzatori in deroga per i lavoratori e di certezze sull’ipotesi di apertura di un nuovo centro di accoglienza in Sicilia orientale». Proposto altresì un confronto ai vertici della società Pizzarotti, proprietaria del Residence degli Aranci, per individuare soluzioni di riconversione produttiva dell’area. Sollecitato ulteriormente il saldo degli stipendi arretrati: la Prefettura ha garantito l’imminente pagamento delle spettanze.

Pubblicità
COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA