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"Mazzetta Sicula": nella sentenza descritto il "Sistema Leonardi" sui rifiuti, «Spregiudicata logica affaristica»

Sono state depositate le motivazioni che hanno portato la scorsa estate a diverse condanne.

Laura Distefano

17 Gennaio 2025, 14:34

discarica lentini


«Una gestione dei rifiuti ad opera dei Leonardi certamente poco ortodossa e poco rispettosa delle normative». Il giudizio del Tribunale di Catania è pesantissimo nei confronti degli imputati del processo “Mazzetta Sicula” che la scorsa estate sono stati condannati (a vario titolo) per reati ambientali e corruzione. Sono state depositate le motivazioni della sentenza. Mille pagine in cui è descritto un “sistema” di gestione dell’immondizia - dal conferimento al trattamento - ritenuto poco trasparente dai giudici di primo grado. Un sistema che avrebbe avuto come “regista” Antonello Leonardi, patron di Sicula Trasporti e titolare della discarica più grande del Mezzogiorno d'Italia, che nel 2020 è stata affidata a tre amministratori giudiziari (tra cui Salvatore Virgillito, coinvolto nel blitz di Messina). L'impianto è quello in cui conferiscono l'immondizia oltre 200 comuni siciliani. E che qualche mese fa, con la chiusura disposta dal gip, mise in ginocchio l'intera organizzazione dei rifiuti nell'isola.


Ma questa è un'altra storia. Torniamo alla sentenza. Sono le intercettazioni per il Tribunale il filo rosso che danno contezza in maniera «unica e inconfutabile» dell'esigenza di Leonardi di fare tutto quello che fosse stato in suo potere per «mantenere la clientela» rappresentata dai Comuni. L'imprenditore avrebbe temuto che in caso di «respingimenti dei conferimenti» gli enti locali «avrebbero potuto scegliere di portare i rifiuti in altri impianti di trattamento presenti in Sicilia». Un’ansia che lo avrebbe spinto anche ad “accreditarsi” impiegati dell’Arpa e del Libero Consorzio di Siracusa per essere “avvertito” in caso di controlli o visite a sorpresa. Addirittura gli investigatori parlarono di funzionari infedeli messi proprio a libro paga dalla Sicula.
Prima di far parlare direttamente i protagonisti è doverosa una premessa: il rifiuto solido urbano per poter essere conferito deve avere delle caratteristiche precise. Leonardi, per non perdere “entrate”, avrebbe chiuso però un occhio. «La via di mezzo… non è che qua noi dobbiamo fare i farmacisti, dobbiamo cercare di evitare di gettare materiale in discarica e lo dobbiamo portare in altri posti… la nostra, il nostro fine è questo, perché se noi dobbiamo prendere tutto da qui e lo portiamo in discarica per 80 euro o per 100 euro non ci conviene», diceva. I finanzieri del Gico della guardia di finanza di Catania, coordinati dal pm Marco Bisogni (poi dopo l'insediamento al Csm sostituito a dibattimento già avanzato dal sostituto Raffaella Vinciguerra), decisero di organizzare un blitz e bloccare alcuni camion che stavano per scaricare. I rifiuti controllati non sarebbero stati a «norma».
Per il Tribunale non ci sarebbero dubbi sul ruolo di dominus di Leonardi, a cui non sono state concesse le generiche poiché le ammissioni non avrebbe dato alcun quid apprezzabile a livello investigativo. Il profilo che i giudici tracciano è severo: «Ha dimostrato una spiccata professionalità e pericolosità sociale avendo agito come ideatore del sistema criminale, all'insegna della più spregevole logica affaristica, realizzando condotte illecite sistematiche e reiterate nel tempo».